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Illustrazione 3D di un uomo al laptop con cartelle fluttuanti e scritta OpenGeek sulla parete.

Immagine generata con IA

Questa guida è per chi vuole un agente AI che lavori con modelli aperti scaricati sul proprio computer. LM Studio Bionic è l’app agente presentata il 16 luglio 2026. Oltre a chattare con un modello, lavora su documenti, fogli di calcolo e codice. Con i modelli scaricati in locale non si consumano crediti cloud.

Alla fine avrete Bionic installato e un modello aperto scaricato sul vostro computer, da usare in chat e in un progetto Work. Per chi preferisce il terminale c’è anche una parte facoltativa con lms e llmster. I comandi sono quelli della documentazione ufficiale, elencata in fondo.

Che cos’è Bionic e in cosa è diverso da LM Studio

Il blog di LM Studio presenta Bionic come un’app nuova e separata da LM Studio. È pensata per i modelli aperti e per lavori concreti: ricerca, gestione di documenti e file, programmazione. Non sostituisce l’app classica: per la configurazione avanzata di basso livello si può continuare a usare LM Studio accanto a Bionic.

Bionic può far girare un modello in tre modi:

  • Locale: il modello è scaricato e gira sul vostro computer, con il runtime di LM Studio.
  • Remoto via LM Link: il modello gira su un altro dispositivo collegato.
  • Cloud: i grandi modelli open source girano su LM Studio Secure Cloud, con Zero Data Retention. Le richieste vengono elaborate al momento e non vengono conservate una volta completate.

Il cloud è a pagamento e funziona a crediti: per usarlo bisogna creare un account LM Studio e impostare la fatturazione. I modelli scaricati in locale girano senza consumare crediti cloud. Questa guida tratta solo l’uso locale.

Cosa serve

Le pagine di Bionic non indicano requisiti di sistema propri. Quelli qui sotto sono i requisiti pubblicati per LM Studio, il cui runtime fa girare anche i modelli locali di Bionic.

Sistema Processore Memoria e altro
macOS 14.0 o successivo Apple Silicon (M1, M2, M3, M4). I Mac con processore Intel non sono supportati. 16 GB di RAM consigliati. Con 8 GB conviene limitarsi a modelli piccoli e contesti contenuti.
Windows x64 con supporto alle istruzioni AVX2, oppure ARM (Snapdragon X Elite) Sono consigliati almeno 16 GB di RAM e almeno 4 GB di VRAM dedicata.
Linux (Ubuntu 20.04 o successivo) x64 (con AVX2) e ARM64 Distribuito come AppImage. Le versioni di Ubuntu successive alla 22 sono poco testate.

Serve inoltre una connessione a internet per scaricare l’app e il modello. Chi usa una distribuzione Linux diversa da Ubuntu tenga presente che la pagina dei requisiti cita solo Ubuntu.

Scaricare e avviare Bionic

Bionic si installa come una normale app desktop. Scaricate la versione per il vostro sistema dalla pagina di download di LM Studio (lmstudio.ai/download) oppure dal link «Download LM Studio Bionic» nel post ufficiale di presentazione, così da prendere Bionic e non l’app LM Studio classica, poi avviatela. Il blog chiede di creare un account solo per usare i modelli cloud: per i modelli locali, di cui parla questa guida, non serve fare login.

Una precisazione per chi cerca un comando da terminale: la documentazione di Bionic non ne fornisce uno per l’installazione. Lo script curl presente sulla pagina di download, che trovate anche più avanti nella parte facoltativa, installa llmster, il servizio senza interfaccia di LM Studio, e non Bionic.

Scaricare un modello aperto dentro Bionic

Il modello va scaricato una volta sola; da quel momento gira sul vostro computer. La procedura è descritta nella documentazione di Bionic sui modelli locali:

  1. Aprite Settings e, sotto Local Models, scegliete Explore.
  2. Cercate un modello per nome oppure sceglietene uno tra quelli elencati. I filtri per formato e le indicazioni su quanto il modello si adatta al dispositivo aiutano a restringere i risultati.
  3. Se è disponibile più di un dispositivo (per esempio dispositivi remoti collegati con LM Link), scegliete dove scaricarlo: per questa guida, il vostro computer.
  4. Scegliete formato e variante.
  5. Avviate il download. Potete metterlo in pausa, riprenderlo, annullarlo o riprovare.

Per controllare che sia andato bene, aprite Settings → Local Models → Library: il modello deve comparire tra quelli indicizzati sul dispositivo.

Chattare con il modello in locale

Aprite una sessione di Bionic, scegliete dalla lista il modello locale appena scaricato e scrivete la richiesta. L’elaborazione avviene sul vostro computer.

Come verifica, potete staccare la rete e riprovare. Il funzionamento offline è documentato per LM Studio, nella pagina dei requisiti, a patto di aver già scaricato i file dei modelli. Le pagine di Bionic non lo dicono espressamente, anche se i suoi modelli locali usano il runtime di LM Studio: consideratela una prova da fare, non un comportamento garantito per Bionic.

La ricerca web integrata si attiva o disattiva da Settings → General → Web Search. Quando è attiva, le ricerche escono in rete anche se il modello è locale. Se volete che tutto resti sulla macchina, lasciatela spenta.

Lavorare sui file con un progetto Work

I progetti Work servono per ricerche, riassunti, relazioni, presentazioni e analisi di tabelle o testi. La documentazione sui progetti Work consiglia un progetto per ogni lavoro che condivide lo stesso obiettivo e lo stesso workspace.

Il flusso di lavoro

  1. Create un nuovo progetto.
  2. Scegliete il modello: qui quello locale scaricato prima.
  3. In una nuova sessione, allegate i file oppure descrivete che cosa Bionic deve cercare.
  4. Chiedete un risultato preciso e indicate il formato del file da produrre.
  5. Controllate la risposta e i file generati.
  6. Per le revisioni continuate nella stessa sessione; per un compito diverso aprite una sessione nuova.

Un esempio tratto dalla documentazione: chiedere di confrontare tre proposte allegate e di salvare un memo con raccomandazione, rischi e tabella di confronto nel file decision-memo.md. Per slide o relazioni aiuta indicare anche pubblico, lunghezza, tono e nome del file. Il workspace del progetto, con i file generati, si vede aprendo la barra laterale destra.

La sandbox e i file esterni

Bionic lavora in una sandbox gestita, ma distingue due tipi di file e la differenza conta:

  • File del progetto: quelli che trascinate dentro Bionic e quelli che Bionic crea. Sono gestiti dal progetto.
  • File esterni: restano dove sono, ma Bionic può accedervi direttamente. Se li modifica, cambia gli originali.

Prima di dare accesso a file esterni, fatene un backup oppure allegate delle copie. Il blog cita checkpoint automatici per rivedere o annullare le modifiche, ma le pagine consultate non dicono se valgono anche per i file esterni: il backup resta la protezione più sicura.

Facoltativo: installare llmster per usare lms da terminale

Questa parte serve solo a chi vuole gestire i modelli dal terminale. La pagina che confronta LM Studio, llmster e lms spiega che lms è lo strumento a riga di comando di LM Studio. È incluso sia nell’app LM Studio classica sia in llmster, il daemon che gira in background senza interfaccia grafica. Chi ha già LM Studio ha anche lms, ma deve aver avviato l’app classica almeno una volta prima di usare la CLI. Gli altri possono installare solo llmster, senza l’app classica.

Su Linux e Mac, la pagina su llmster indica questo script ufficiale di installazione:

curl -fsSL https://lmstudio.ai/install.sh | bash

Per Windows la stessa pagina riporta un comando PowerShell diverso, a cui rimandiamo. Terminata l’installazione, si avvia il daemon:

lms daemon up

Da qui llmster lavora in background e risponde ai comandi lms. Se lanciate un comando lms quando LM Studio non è in esecuzione, parte da solo.

Facoltativo: scaricare e provare un modello con lms

La documentazione usa come esempio gpt-oss-20b di OpenAI. Per scaricarlo:

lms get openai/gpt-oss-20b

Per controllare che il download sia riuscito, elencate i modelli presenti su disco: nella lista deve comparire quello appena scaricato.

lms ls

Per usarlo bisogna caricarlo in memoria:

lms load openai/gpt-oss-20b

A questo punto potete aprire una chat interattiva direttamente nel terminale:

lms chat

La pagina consultata non spiega come uscire dalla chat interattiva.

Per usare il modello da altri programmi, avviate il server locale:

lms server start

Il server resta in ascolto su http://localhost:1234 ed espone endpoint compatibili con le API di OpenAI e di Anthropic, a cui si può collegare qualsiasi SDK o strumento compatibile.

Tornare indietro

In Bionic i modelli scaricati si trovano in Settings → Local Models → Library. Le pagine consultate non spiegano come cancellarli, né come disinstallare Bionic o llmster, quindi qui non trovate una procedura.

Per fermare llmster, la documentazione CLI del daemon indica il comando lms daemon down, e lms daemon status per verificare che il daemon sia effettivamente fermo: per i dettagli fate riferimento a quella pagina.

Un ultimo promemoria sulla sandbox: le modifiche di Bionic ai file esterni sono già sugli originali e chiudere il progetto non le annulla. Se non avevate un backup, ricontrollate quei file.

Documentazione di riferimento

Pagine ufficiali consultate il 30 settembre 2026:

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