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Libreboot 26.10: UEFI EDK2 di serie e 233 Chromebook da compilare

Un laptop ThinkPad T480 aperto con la schermata di boot di Libreboot visibile sullo schermo.
Immagine: Libreboot

Il 15 ottobre 2026 è uscito Libreboot 26.10 «Ominous Olive», il firmware libero che sostituisce il BIOS/UEFI proprietario su hardware Intel, AMD e ARM64 supportato. Secondo la pagina di rilascio di Libreboot, la novità principale per l’hardware è EDK2 come payload UEFI predefinito su quasi tutte le schede. Il progetto importa inoltre 233 Chromebook Intel e AMD da MrChromebox, ma per ora solo come sorgenti da compilare.

Le novità sono elencate rispetto alla versione 26.01. Libreboot avverte che le modifiche di design possono toccare molte installazioni esistenti e chiede di leggere le note di rilascio.

UEFI di serie con EDK2, anche su hardware datato

EDK2 è l’implementazione di riferimento della specifica UEFI di Intel. Libreboot usa il fork di MrChromebox, che lo propone come payload generico per coreboot. Lo adotta su quasi tutte le schede, comprese macchine vecchie come ThinkPad X200 e T500; il supporto è previsto sulle schede Intel e AMD con almeno 4 MB di flash.

Le schede solo a 32 bit restano sulla configurazione della versione precedente, con GRUB e SeaBIOS bare metal. Fino a questa versione Libreboot non offriva UEFI, tranne U-Boot su poche schede.

Cosa cambia per le installazioni già presenti

I payload GRUB e SeaBIOS bare metal sono stati sostituiti da build EFI incluse in EDK2: GRUB EFI e SeaBIOS CSM, quest’ultimo tramite CSMWrap. Servono alla compatibilità con molte installazioni Linux e BSD esistenti e si raggiungono dal menu di EDK2 premendo ESC all’avvio. FreeBSD con bootloader BIOS richiede invece SeaBIOS in modalità testo: occorre ripristinare tale configurazione compilando dai sorgenti oppure passare a un’installazione UEFI.

I vecchi payload sono deprecati e potrebbero sparire in una versione futura, ma si possono riattivare compilando Libreboot dai sorgenti. Nella migrazione va considerato anche il layout: EDK2 e GRUB EFI usano UK QWERTY e questa versione non offre un selettore per cambiarlo. Chi usa una tastiera italiana deve tenerne conto nell’inserimento di comandi e passphrase all’avvio. Altre modifiche che riguardano la migrazione:

  • il GRUB di avvio ha una sola voce di menu, che prova prima l’USB; con ESC si passa alla configurazione successiva, utile per il dual boot di più distribuzioni Linux;
  • GRUB scansiona tutte le directory ESP e avvia più configurazioni GRUB o Syslinux non UKI;
  • il TPM è attivo, dove disponibile, su tutti i target che usano EDK2.

Sistemi operativi provati con EDK2

Libreboot indica questi sistemi come testati e funzionanti su varie macchine con EDK2:

  • Windows 10 e 11;
  • 9front, il fork di Plan 9;
  • Linux con bootloader UKI e systemd-boot, senza bisogno di GRUB;
  • OpenBSD con bootloader EFI e partizionamento GPT;
  • FreeBSD in modalità UEFI.

ReactOS, che non ha supporto UEFI, non ha funzionato.

233 Chromebook, ma solo da compilare

Libreboot ha importato i 233 Chromebook supportati da MrChromebox, fino all’hardware Intel e AMD più recente. Tutti compilano, ma non ci sono binari: le immagini vanno costruite dai sorgenti. È stato provato solo il modello Baytrail (Kip); gli altri vanno ancora testati.

Il progetto precisa di non essere un fork di MrChromebox, che resta l’upstream su questi dispositivi. Gli script di installazione di MrChromebox dovrebbero funzionare con le immagini Libreboot e preservano la regione RO_VPD, che contiene indirizzo MAC e numero di serie. Prima di sostituire il firmware, la documentazione di Libreboot chiede di salvare una copia di quello originale su un altro dispositivo, perché contiene dati unici del computer; inoltre l’attivazione di Developer Mode cancella tutti i dati locali di ChromeOS. La documentazione avverte inoltre che il firmware originale è l’unico che avvia correttamente ChromeOS: passando a Libreboot occorre quindi prevedere un altro sistema operativo. Per installazione e aggiornamenti si rimanda alla documentazione di MrChromebox.

Tra le modifiche di Libreboot ai Chromebook Intel c’è il bit HAP impostato di default per disabilitare Intel ME, e lo sblocco in lettura e scrittura delle regioni IFD in fase di compilazione. Sugli Haswell è usato il raminit nativo al posto di MRC, mentre su tutti gli Intel fino a Kabylake c’è libgfxinit al posto di GOP. Dentro EDK2 ci sono anche Memtest86+ e, su alcune schede, iPXE.

Schede grafiche moderne e rebar

Con EDK2 e il PCI-E rebar si possono usare schede grafiche che richiedono allocazioni oltre i 4 GB. Rebar è disattivato di default e si abilita da menuconfig di coreboot: nei test del progetto rompe l’uscita video Intel con libgfxinit. Con Linux il video funziona comunque, perché il driver i915 inizializza il framebuffer.

Le Option ROM PCI-E sono attive di default dove serve nelle build EDK2. Libreboot dichiara prove su Dell OptiPlex 9020 SFF e 5050 SFF.

KGPE-D16 e le schede AMD Fam15h

Sulle schede AMD Fam15h, come la ASUS KGPE-D16, Libreboot passa al fork di coreboot di 15h.org, basato su AGESA. Secondo il progetto garantisce raminit e inizializzazione della CPU più affidabili, più RAM supportata e IOMMU e TPM funzionanti. Sono disponibili binari con SeaBIOS e GRUB; le immagini EDK2 sono sperimentali, solo sorgenti e pensate per l’uso con schede grafiche.

Nuovo hardware e componenti aggiornati

Oltre ai Chromebook, la versione aggiunge queste macchine:

  • Dell OptiPlex 5050 SFF;
  • Supermicro X11SSH-F;
  • ThinkPad X280 e ThinkPad X270;
  • Dell OptiPlex 3040 Micro.

Il ThinkPad X301 perde la marcatura di non rilasciato: Libreboot scrive che parte, anche se è lento. Sulle schede Kabylake l’IFD è modificato per supportare il pin mod che abilita CPU Intel a sei e otto core.

Componente Versione
EDK2 26.09.2
GRUB 2.16
Flashprog revisione del 24 settembre 2026
coreboot (albero predefinito) commit del 18 settembre 2026

Flashprog ora mantiene sempre attivo il chip flash durante i comandi in ciclo: secondo Libreboot, così più utenti riescono a flashare le schede in modo affidabile. Le immagini stabili si scaricano da rsync.libreboot.org/stable/26.10 o dai mirror indicati dal progetto. Sulle schede che richiedono file del produttore, questi vanno reinseriti nell’archivio delle immagini precompilate prima del flashing, seguendo la guida ufficiale e verificando che l’operazione sia riuscita: altrimenti la scheda non si avvia e serve un programmatore esterno per il recupero.

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