Vai al contenuto
Schermata del desktop Linux Vela in tema scuro con menu app aperto.

Immagine: progetto vela (GitHub)

Vela è un nuovo ambiente desktop indipendente per Linux: secondo il progetto ha un compositor Wayland e un renderer Vulkan propri, basati su wlroots, una shell in Qt Quick, un file manager e un’app Impostazioni. Secondo la pagina ufficiale di Vela è in alpha, ma già «usabile ogni giorno»: si sceglie dalla schermata di login. Il codice è libero (GPL-3.0-or-later) e l’interfaccia è anche in italiano.

Cosa offre Vela: finestre, shell e tema

Secondo il progetto, per le finestre ci sono lo snap a metà schermo, a quarti e con sei layout, attivabile trascinando ai bordi, con Super + frecce o con Super Z. Snap Assist propone le altre finestre per riempire lo spazio libero, e le finestre affiancate formano un gruppo che la barra delle applicazioni mostra e ripristina insieme.

  • Task View (Super Tab): anteprime dal vivo di finestre e desktop virtuali, che si possono rinominare e riordinare e restano salvati tra una sessione e l’altra.
  • Alt+Tab con anteprime, anche per le finestre minimizzate.
  • Impostazioni rapide (Super A): Wi-Fi, Bluetooth, modalità di alimentazione, luce notturna, luminosità e una pagina audio con volume e uscita per ogni app.
  • Centro notifiche (Super N), con notifiche con azioni, calendario e Non disturbare.
  • Cronologia degli appunti (Super V) per testo e immagini, con elementi fissati che sopravvivono al riavvio.
  • Strumento di cattura (Super Shift S): rettangolo, finestra o schermo intero, verso gli appunti e la cartella Immagini.

Pannelli e menu poggiano su una sfocatura acrilica dal vivo disegnata dal compositor. Il tema chiaro o scuro cambia all’istante per la shell e per le app, con una palette di accento coordinata applicata anche ai programmi KDE e GTK. I menu contestuali mostrano una vista compatta, mentre i service menu di KDE restano sotto «Mostra altre opzioni».

Compositor e renderer: le scelte tecniche

Vela è costruito su wlroots ma disegna tutto da sé: il compositor ha un proprio scene graph, senza wlr_scene e senza il renderer di wlroots, e il renderer è solo Vulkan 1.4, senza ripiego su GL. Le animazioni avanzano sui vblank reali del monitor, con un orologio per ogni uscita, e ogni frame è disegnato il più tardi possibile ma in sicurezza. Il damage tracking evita di ridisegnare ciò che non cambia, e il direct scanout salta la composizione quando può. Dichiarati anche VRR e controllo del tearing.

Un’app lenta, spiega Vela, non trattiene lo schermo: finché la sua GPU non finisce, resta a video il frame precedente, e cursore e altre finestre restano a tempo. Nel test descritto dal progetto, con un’app la cui GPU termina con 150 ms di ritardo, i refresh mancati scendono da 47 a 0.

Con il fractional scaling, quando un’app renderizza alla scala dello schermo il suo buffer viene copiato 1:1 senza filtri, anche al 125% o al 175%. Un test automatico del progetto verifica il risultato bit a bit dopo aver aperto, agganciato, massimizzato e ripristinato una finestra.

Un piccolo supervisore custodisce il socket Wayland: se il compositor va in crash ne parte un altro sullo stesso socket e le app Qt e KDE si riconnettono. Se lo schermo era bloccato, la sessione torna bloccata, perché la schermata di blocco usa ext-session-lock.

Scheda tecnica e requisiti hardware

Componente Dato dichiarato da Vela
Compositor Wayland, scene graph proprio su wlroots
Renderer Vulkan 1.4, senza fallback GL
Shell Qt 6 e Qt Quick
Licenza GPL-3.0-or-later
Stato Alpha, usabile ogni giorno

Per la grafica serve una GPU con Vulkan 1.4; per l’audio servono PipeWire e WirePlumber, mentre PulseAudio senza PipeWire non è supportato. Per la GPU il progetto indica tre casi:

  • AMD o Intel con Mesa 25.0 o successivo;
  • NVIDIA con driver proprietario 570 o successivo;
  • NVIDIA con NVK.

Vela avverte che le suite di test GPU passano per intero sulla macchina di sviluppo principale, ma alcuni percorsi specifici dell’hardware si basano ancora su verifiche manuali. Il progetto invita ad aspettarsi spigoli e cambiamenti: il README su GitHub raccomanda di leggere i limiti noti e la copertura hardware prima dell’installazione e di tenere a disposizione un desktop funzionante o una TTY.

I numeri dichiarati dal progetto

Misure del progetto, riferite a un solo sistema: Ryzen 9 9950X, Radeon RX 9070 XT, CachyOS e Mesa/RADV. Il progetto precisa che con altro hardware i risultati saranno diversi.

  • Compositor a riposo: 17 MiB di memoria (PSS) e 0,1% di CPU, valori campionati su 30 secondi con lo script scripts/measure.sh.
  • Files, dall’avvio a freddo al primo frame: 104 ms (mediana di 5 prove).
  • Blur dal vivo all’apertura del menu Start: da 0,05 a 0,13 ms di tempo GPU per frame.

Come provarlo e come contribuire

Su Arch Linux, CachyOS ed EndeavourOS Vela si installa come pacchetto vela-git: occorre prima installare git, curl e base-devel, poi clonare il repository vela-desktop/vela su GitHub ed eseguire lo script sh vela/packaging/arch/vela-update. Lo script gestisce anche la prima installazione; poi si aggiorna con vela-update. Sulle altre distribuzioni si compila dai sorgenti. Il progetto tiene anche un Journal: l’ultima voce, la sesta, è del 13 ottobre 2026 ed è dedicata all’audio nativo su PipeWire e WirePlumber.

Per contribuire, Vela chiede di aprire una issue prima delle modifiche più ampie e di firmare i commit secondo il Developer Certificate of Origin. Lo strumento vela-report crea un file ZIP diagnostico con le sole prove scelte dall’utente e non carica nulla.

Dove si colloca fra i desktop Wayland

Secondo l’annuncio di KDE, Plasma 6.8, uscito il 14 ottobre 2026, ritira la possibilità di avviare sessioni X11, mentre le app che ne hanno ancora bisogno continuano a funzionare tramite XWayland; ne abbiamo parlato in questo articolo su Plasma 6.8, dopo la Beta 2. Sul fronte COSMIC, la release 1.10.0 pubblicata su GitHub l’8 ottobre aggiunge la mappatura delle tavolette grafiche sui display, come raccontato nel nostro pezzo su COSMIC Epoch 1.10.

Leggi anche