Fedora 45 è uscita: Stratis nell’installer, ritirati due plugin VPN
Il 3 novembre 2026 il Fedora Project ha annunciato Fedora Linux 45, e tra le novità principali c’è il supporto a Stratis integrato nell’installer Anaconda. Per le VPN, i plugin NetworkManager-vpnc e NetworkManager-fortisslvpn sono ritirati da questa versione. Lo si legge nell’annuncio pubblicato su Fedora Magazine, firmato da Aoife Moloney e Jef Spaleta. Chi si collega a una rete aziendale con uno dei due plugin deve quindi pianificare la migrazione del profilo; chi installa da zero con partizionamento personalizzato o Kickstart trova una nuova opzione di storage.
Stratis in Anaconda: cosa porta e come si configura
Secondo l’annuncio, Stratis porta allo storage locale funzioni da ambito enterprise e le racchiude in un’interfaccia semplice, avvolgendo device-mapper, XFS e LUKS. Le funzioni elencate da Fedora sono queste:
- thin provisioning (over-provisioning);
- pooling dello storage;
- dimensionamento dinamico dei filesystem;
- snapshot;
- cifratura.
Nell’installazione grafica, durante il partizionamento personalizzato, si apre il modulo Cockpit Storage direttamente da Anaconda; da lì si creano pool Stratis su uno o più dischi e filesystem dinamici per / e /home. Nelle installazioni automatiche Anaconda accetta --type=stratis con autopart e due comandi Kickstart dedicati, stratispool e stratisfs.
I dettagli dell’articolo sull’installazione con Stratis
L’annuncio rimanda per i particolari a un articolo specifico: quello di Vojtěch Trefný, «Installing Fedora 45 on Stratis storage», pubblicato su Fedora Magazine il 23 settembre. I dati di questa sezione vengono da quella pagina, non dall’annuncio.
Il nuovo Web UI di Anaconda non permette per ora di scegliere il tipo di storage nel partizionamento automatico o guidato: il layout dipende dalla variante di Fedora installata. Per usare Stratis si sceglie l’opzione «If none of the options above apply…» nel passaggio Installation Destination, che apre il modulo Cockpit. Con il partizionamento manuale vanno create prima le partizioni di avvio, cioè /boot e, secondo la configurazione, /boot/efi oppure biosboot; poi si crea il pool.
- Un pool è uno strato astratto sopra uno o più dispositivi a blocchi; cifratura e over-provisioning si impostano a livello di pool e si possono attivare o disattivare anche dopo l’installazione.
- Con l’over-provisioning attivo si possono omettere le dimensioni dei filesystem, che partono da 1 TiB, oppure fissare un limite. L’articolo avverte che lo spazio reale resta quello dei dischi, e che bisogna evitare di esaurirlo.
- Cache e cifratura senza passphrase non sono al momento supportate da Anaconda, ma si abilitano dopo l’installazione.
- In Kickstart, ad esempio,
autopart --type=stratis --encrypted --passphrase="passphrase"crea in automatico un layout cifrato. Per il layout manuale l’articolo mostra un poolfedorasu due dischi con i filesystemrootehome.
Dopo l’installazione il pool si gestisce con il comando stratis.
Plugin VPN ritirati: cosa dice l’articolo di migrazione
Per i plugin VPN l’annuncio si limita al ritiro e rimanda a un articolo dedicato. Quello che segue viene da quella pagina, scritta da Aoife Moloney e Beniamino Galvani il 3 novembre.
Entrambi i plugin non sono mantenuti. Gli autori precisano che i problemi pubblicati consentono l’escalation locale dei privilegi tramite profili VPN malevoli, oltre a vecchi difetti nella gestione dei privilegi negli script di supporto. Per questo FESCo e i manutentori di NetworkManager hanno deciso il ritiro. Sui sistemi Fedora 43 e 44 i plugin restano installati e le connessioni non si interrompono, ma non arriveranno altri aggiornamenti. L’aggiornamento a Fedora 45 li rimuove automaticamente, se presenti.
| Plugin ritirato | Protocollo | Sostituto indicato |
|---|---|---|
NetworkManager-fortisslvpn | Fortinet SSLVPN | NetworkManager-openconnect |
NetworkManager-vpnc | Cisco IPsec (IKEv1) | NetworkManager-libreswan |
Per la migrazione l’articolo indica di installare il nuovo plugin con sudo dnf install, ricreare la connessione, provarla e solo dopo rimuovere il vecchio pacchetto con sudo dnf remove. Con OpenConnect si sceglie il protocollo Fortinet SSL VPN. Con Libreswan può servire il file /etc/ipsec.d/ikev1.conf, contenente config setup e ikev1-policy=accept, che abilita il protocollo IKEv1 deprecato; ipsec.service va poi riavviato e deve essere in esecuzione, altrimenti l’attivazione fallisce. Possono essere necessari ritocchi a proposte IKE/ESP, impostazioni DH/PFS e instradamento, ricavabili dalla configurazione del gateway e dai vecchi log di vpnc.
Edizioni, spin e come aggiornare
Per l’installazione pulita l’annuncio rimanda a getfedora.org e cita come edizioni principali:
- Fedora Workstation;
- Fedora KDE Plasma Desktop;
- Fedora Server;
- Fedora Cloud;
- Fedora CoreOS e Fedora IoT.
Ci sono poi i desktop atomici (Silverblue, Kinoite e Sericea) e gli spin, come Cinnamon, Xfce, MATE e COSMIC. Chi usa già Fedora può aggiornare seguendo la documentazione utente del progetto. Per segnalazioni e problemi noti l’annuncio indica il forum Ask Fedora e la sezione Common Issues.
Il resto dell’annuncio parla in termini generici di stack desktop aggiornati per GNOME e KDE Plasma, con Wayland e fractional scaling migliorati, toolchain di sviluppo più recenti e kernel recenti con più hardware supportato, gestione energetica dei portatili e prestazioni dei container, senza indicare versioni né numeri. Della release avevamo già raccontato lo slittamento nel pezzo sul rinvio al 3 novembre.
Le altre distribuzioni
Come riporta openSUSE News, Leap 16.1 porta in Leap la Immutable Mode, con root in sola lettura e aggiornamenti transazionali, e sostituisce Leap Micro; non ci saranno un Leap Micro 6.3 né un 7.0 (il nostro pezzo su Leap 16.1).


