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Interfaccia 'Customize ChatGPT' su sfondo sfumato per personalizzare il comportamento dell'assistente.

Foto: OpenAI

OpenAI introduce in ChatGPT i dot, agenti sempre attivi che prendono in carico un lavoro continuativo e continuano a portarlo avanti anche tra una conversazione e l’altra. Secondo le note di rilascio di ChatGPT, ogni dot è basato su GPT-6 Astra e dispone di un proprio computer nel cloud. Il rilascio è graduale e, per gli utenti Pro, esclude al lancio lo Spazio economico europeo, la Svizzera e il Regno Unito.

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Che cosa distingue un dot da una normale conversazione

All’utente spetta dare un obiettivo, collegare le app necessarie e stabilire che cosa l’agente può fare da solo. La guida introduttiva di OpenAI spiega che il dot lavora sulle app scelte e ricorda il contesto per portare avanti il lavoro.

Affronta problemi complessi, individua il passo successivo e riporta i risultati per la revisione. Si rivolge all’utente per le decisioni che richiedono il suo giudizio.

Può fare ricerche in background e suggerire come aiutare. Può anche esaminare di propria iniziativa le informazioni delle app collegate, formando memorie senza che sia stata posta una domanda, ed eseguire promemoria o attività ricorrenti pianificate. Se non si vuole che prosegua, lo si può mettere in pausa.

Piani, età e regioni: chi può usarlo

OpenAI parla di un rilascio graduale: l’accesso può impiegare diversi giorni ad arrivare su un singolo account. I dot sono destinati a utenti idonei di Pro e Business Premium di almeno 18 anni, nei mercati supportati.

PianoDisponibilità dei dot
ProMercati supportati, con esclusione al lancio di Spazio economico europeo, Svizzera e Regno Unito
Business PremiumTutte le regioni supportate di ChatGPT
EnterpriseBeta, disattivata in partenza; la può abilitare l’amministratore del workspace

Secondo OpenAI, per un mese l’uso dei dot non conta nei limiti dei piani Pro, Business ed Enterprise idonei. Dopo questo periodo OpenAI comunicherà le condizioni d’uso di ciascun piano.

L’annuncio di OpenAI aggiunge che le conversazioni con il dot non vengono conteggiate nei limiti di utilizzo di ChatGPT, mentre le attività che il dot avvia o gestisce in Codex o in ChatGPT Work contano come di consueto. Il primo dot è incluso nel piano Pro o Business Premium senza costi aggiuntivi; in futuro OpenAI prevede un canone mensile fisso per aggiungere altri dot o aumentare la velocità o la quantità di lavoro che un dot può gestire.

Come si crea e si gestisce un dot

Il dot si crea dall’app desktop di ChatGPT, disponibile anche per Windows, oppure dal web da desktop. Da mobile non è possibile crearlo e i dot non sono supportati sul web mobile; si può invece parlargli dall’app mobile quando l’accesso da mobile è disponibile.

  • In fase di configurazione si può dargli un nome: l’handle predefinito è @yourname-dot e, con un nome scelto, diventa @yourname-agentname.
  • Si può scegliere tra i personaggi disponibili o un animaletto, che il dot può anche generare da solo.
  • Dal profilo, sull’app desktop, si consultano le attività In progress, Scheduled e Completed e si può aprire il computer del dot per vederlo e interagirvi.
  • File e foto si allegano ai compiti con il pulsante +.
  • Le attività pianificate si gestiscono da Scheduled: si possono cambiare ripetizione, orario e notifiche di completamento.

App collegate, computer locale e canali di messaggistica

Il dot si può collegare a Slack e alla email personale dell’utente. Al lancio non può avere un indirizzo email proprio e non può avviare chiamate. I canali di messaggistica si configurano da desktop. Secondo l’annuncio, grazie ai plugin il dot può collegarsi a oltre 4.000 app e si può raggiungere da ChatGPT, con messaggi di testo, su Slack o su Teams, mantenendo il contesto da un canale all’altro; con il dot si può anche parlare in una chiamata vocale in ChatGPT. Per la messaggistica tramite iMessage e RCS gli utenti Pro possono iscriversi a una lista d’attesa a posti limitati.

L’accesso al computer dell’utente è facoltativo e parte disattivato. Una volta collegato il computer dall’app desktop e confermato Allow access, il dot può accedere ai file e lavorare su quella macchina. Può inoltre creare attività Work o Codex, usare skill locali e il browser locale quando il suo browser cloud è bloccato. Può creare attività anche negli ambienti cloud di Codex, che vanno però preparati prima in Codex.

Scollegare un’app non cancella le informazioni già ottenute. Per eliminarle bisogna eliminare il dot stesso con la funzione Reset, dal menu ••• del suo profilo. Attenzione: il Reset cancella anche le conversazioni del dot, le memorie salvate e le attività pianificate, e prima di confermare mostra cosa verrà eliminato.

I messaggi di testo, una beta limitata

Dove disponibile, il servizio di messaggi di testo passa da un fornitore terzo ed è una beta limitata agli utenti Pro negli Stati Uniti. Non è disponibile nei workspace Business o Enterprise. OpenAI raccomanda cautela con le informazioni sensibili e avverte che possono applicarsi costi di messaggi e dati. Per fermare i messaggi in uscita dal dot basta rispondere STOP.

Sicurezza, dati e dot per le aziende

Nell’annuncio OpenAI descrive le protezioni aggiuntive dei dot:

  • ogni dot lavora sul proprio computer nel cloud, separato da quello dell’utente, a meno che non si scelga di collegarlo;
  • per gli accessi supportati il dot può usare le password salvate senza renderle visibili al modello;
  • la «ricerca proattiva», quella che il dot fa in background, usa le app collegate con strumenti limitati, che non possono inviare messaggi, modificare i contenuti delle app né controllare il browser o il computer;
  • con le Regole personalizzate si può autorizzare un’azione, chiedere un’approvazione o bloccarla; alcune attività sensibili, come la modifica di una password, restano sempre all’utente.

Sui dati, OpenAI dice di non usare per impostazione predefinita i contenuti delle aree di lavoro Business, Enterprise ed Edu per migliorare i modelli; nei piani personali la scelta spetta all’utente. La ricerca proattiva e gli appunti personali del dot non vengono usati direttamente per l’addestramento. OpenAI avverte anche che i dot possono sbagliare e che il lavoro con conseguenze importanti va sempre verificato.

Per le aziende arrivano i «dot specializzati», con identità, credenziali e responsabilità definite: si parte da progetti pilota con un numero limitato di organizzazioni. OpenAI sta collaborando con Microsoft per gestirli con i controlli di governance e sicurezza di Agent 365 e con quelli per identità e accessi.

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