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Illustrazione 3D di una postazione con laptop, chiavetta USB e dischi collegati.

Immagine generata con IA

Con Ventoy una sola chiavetta può contenere più sistemi: distribuzioni Linux da provare, l’installer di Windows, strumenti di ripristino. Si installa una volta: poi basta copiare i file ISO sulla chiavetta e all’avvio un menu chiede quale far partire. Questa guida spiega come installarlo da Windows o da Linux, come superare il primo avvio con Secure Boot attivo e come aggiungere la persistenza alle distribuzioni live. Avviso: l’installazione formatta la chiavetta e ne cancella tutto il contenuto, quindi salvate altrove quello che vi serve. I comandi sono quelli della documentazione ufficiale, elencata in fondo.

Cosa serve

  • Una chiavetta USB il cui contenuto si può perdere o è già salvato altrove.
  • Un PC con Windows o con Linux. Ventoy2Disk.exe è un programma x86 a 32 bit e funziona su Windows a 32 e a 64 bit con processori Intel o AMD. Se servono, ci sono anche le versioni X64, ARM e ARM64.
  • Il pacchetto di Ventoy per il vostro sistema: ventoy-1.1.18-windows.zip oppure ventoy-1.1.18-linux.tar.gz.
  • Le immagini da avviare. Ventoy accetta file iso, wim, img e vhd(x).
  • Una shell Linux con i privilegi di root, se volete creare i file di persistenza con gli script ufficiali.

Da macOS Ventoy non si installa: lo strumento ufficiale esiste solo per Windows e Linux. Una volta preparata la chiavetta, potete copiarci le ISO da qualsiasi sistema, Mac compreso.

Scaricare Ventoy 1.1.18 e controllare il file

Al 13 ottobre 2026 l’ultima versione pubblicata sul repository GitHub di Ventoy è la 1.1.18. Il sito ufficiale ha risorse limitate, perciò la sua pagina di download consiglia di scaricare Ventoy da SourceForge. Va bene anche GitHub. In entrambi i casi la pagina chiede di controllare l’hash SHA-256 del file scaricato.

Questi sono gli hash pubblicati per la 1.1.18:

File SHA-256
ventoy-1.1.18-windows.zip 082c478e8c432e1ac653899fcf50e3a4077a2851bc6112b5ddd30545962164a9
ventoy-1.1.18-linux.tar.gz d86ff9de63d94c8b8f1f6b14d23c55af4b88e8207bf2893890892a6a97b1ad54
ventoy-1.1.18-livecd.iso ee3917bd5a9973c0b2f8f3ef85048bf68ae089ec88f5561ad78b6ad308b51ab5

Se l’hash non corrisponde, non usate il file e scaricatelo di nuovo.

Installare Ventoy su Windows con Ventoy2Disk

Attenzione: premendo Install la chiavetta viene formattata e tutti i dati che contiene vanno persi. Di norma Ventoy2Disk mostra solo i dischi USB. Con l’opzione Show all devices compaiono anche i dischi interni, e se scegliete quello sbagliato lo cancellate. Prima di premere Install controllate nell’elenco che nome e capacità siano quelli della chiavetta, e scollegate le altre unità USB.

  1. Decomprimete ventoy-1.1.18-windows.zip.
  2. Avviate Ventoy2Disk.exe. Se vi serve Ventoy2Disk_X64.exe, Ventoy2Disk_ARM.exe o Ventoy2Disk_ARM64.exe, prendetelo dalla cartella altexe e copiatelo nella stessa cartella di Ventoy2Disk.exe.
  3. Scegliete la chiavetta nell’elenco dei dispositivi.
  4. Il supporto Secure Boot si gestisce dalla voce Secure Boot Support del menu Option. Dalla versione 1.0.76 è attivo di default.
  5. Premete Install.

Qui potete scegliere anche lo schema di partizione, MBR o GPT. La scelta vale solo in installazione: durante un aggiornamento viene ignorata. Dalla versione 1.0.86 Windows ha anche una modalità a riga di comando, descritta in una pagina a parte della documentazione.

Installare Ventoy su Linux con l’interfaccia web

Dalla versione 1.0.36 Ventoy offre su Linux un’interfaccia che si apre nel browser. Secondo il manuale di VentoyWeb, ha lo stesso aspetto e lo stesso funzionamento di Ventoy2Disk.exe. Valgono gli avvisi della sezione precedente: Install cancella tutto il dispositivo scelto, quindi controllate nome e capacità prima di confermare.

Decomprimete ventoy-1.1.18-linux.tar.gz, aprite un terminale nella cartella estratta e lanciate:

sudo bash VentoyWeb.sh

Lo script scrive nel terminale l’indirizzo da aprire, che di default è http://127.0.0.1:24680. Su molte distribuzioni basta cliccarlo tenendo premuto Ctrl. Nel browser scegliete la chiavetta e premete Install. Per uscire chiudete prima il browser, poi premete Ctrl + c nel terminale.

Di default l’interfaccia si raggiunge solo dal computer su cui gira. Se il PC con Linux non ha un ambiente grafico, potete aprirla da un altro computer della rete. In quel caso chiunque raggiunga quell’indirizzo e quella porta si trova davanti un’interfaccia che formatta dischi: usate questa possibilità solo su una rete di cui vi fidate e chiudete lo script appena avete finito. Nel comando sostituite 192.168.0.100 con l’indirizzo IP del PC su cui gira lo script e 8080 con la porta che volete usare:

sudo bash VentoyWeb.sh -H 192.168.0.100 -P 8080

Poi aprite quell’indirizzo, con la porta scelta, nel browser dell’altro computer.

Installare o aggiornare Ventoy su Linux da riga di comando

Se l’interfaccia web dà problemi potete usare lo script Ventoy2Disk.sh, nella stessa cartella estratta. La guida introduttiva di Ventoy lo presenta come un modello da completare, non come un esempio pronto all’uso. Lo script va eseguito come root: anteponete sudo, come per VentoyWeb.sh, oppure lanciatelo da un terminale di root.

Attenzione: con -i o -I il dispositivo indicato viene formattato e perde tutti i dati. Al posto di /dev/XXX va il dispositivo della chiavetta, per esempio /dev/sdb: il disco intero, non una sua partizione. Prima di lanciare il comando controllate nome e capacità del dispositivo con l’utility dischi della vostra distribuzione e scollegate le altre unità USB.

sh Ventoy2Disk.sh { -i | -I | -u } /dev/XXX

Le parentesi graffe indicano che va scelta una sola di queste opzioni:

  • -i installa Ventoy, ma si ferma se sulla chiavetta Ventoy c’è già;
  • -I forza l’installazione, che Ventoy ci sia o no;
  • -u aggiorna un Ventoy già installato;
  • -l, al posto delle tre precedenti, mostra le informazioni su Ventoy presenti nel dispositivo.

La sintassi completa è Ventoy2Disk.sh CMD [ OPTION ] /dev/sdX: le opzioni facoltative vanno dopo -i, -I o -u e prima del dispositivo.

  • -s abilita esplicitamente il supporto Secure Boot. La guida introduttiva lo descrive ancora come disattivato di default, ma è un’indicazione superata: nella versione 1.1.18 il supporto è attivo di default anche da riga di comando, come in Ventoy2Disk.exe. Per disattivarlo si usa -S.
  • -g usa lo schema GPT invece di MBR. Vale solo in installazione.
  • -r, seguito da una dimensione in MB, lascia libero dello spazio in fondo al disco. Vale solo in installazione.
  • -L imposta l’etichetta della partizione principale, che di default è Ventoy.

Installare o aggiornare: cosa cambia

L’installazione (Install, -i o -I) crea le partizioni da zero e cancella tutto. L’aggiornamento (Update o -u) sostituisce solo Ventoy ed è un’operazione sicura: i file della prima partizione restano com’erano, quindi le ISO già copiate rimangono al loro posto.

Per aggiornare si usano gli stessi strumenti dell’installazione. Se Ventoy2Disk.exe o Ventoy2Disk.sh trovano una chiavetta con Ventoy già installato, propongono da soli l’aggiornamento. Quando esce una nuova versione scegliete Update, non Install.

Copiare le ISO sulla chiavetta, anche da macOS

Dopo l’installazione la chiavetta ha due partizioni. Le ISO vanno copiate nella prima, formattata in exFAT. Potete metterle in qualunque cartella: Ventoy cerca anche nelle sottocartelle e mostra le immagini nel menu in ordine alfabetico. Con un plugin si può limitare la ricerca a una sola cartella.

È una normale copia di file, da Windows, Linux o Mac. Sulla chiavetta potete tenere anche altri documenti.

Per avviare una ISO, fate partire il PC dalla chiavetta e sceglietela nel menu di Ventoy. Se vi serve una chiavetta dedicata a una sola distribuzione, c’è la nostra guida alla creazione di una chiavetta USB live.

Primo avvio con Secure Boot attivo: registrare la chiave di Ventoy

Secondo la pagina di Ventoy su Secure Boot, in teoria Ventoy parte sia con Secure Boot attivo sia con Secure Boot disattivato nel BIOS. Se è attivo, al primo avvio compare una schermata blu in cui va registrata la chiave di Ventoy (in inglese si dice enroll).

  • La procedura si fa una sola volta per ogni computer, al primo avvio di Ventoy su quel PC.
  • Dalla versione 1.1.13 bisogna registrare una nuova chiave, per via del problema «UEFI CA 2023».
  • Su alcuni computer Ventoy parte solo dopo aver attivato nel firmware UEFI l’opzione Allow Microsoft 3rd Part UEFI CA.

I passaggi sono mostrati in un’animazione nella sezione Enroll Key della pagina ufficiale.

Una volta avviato, di default Ventoy aggira Secure Boot e fa partire qualunque file EFI senza controlli. Se volete che le regole di Secure Boot vengano rispettate, potete cambiare questo comportamento con il Global Control Plugin.

Creare il file di persistenza per una distribuzione live

Con la persistenza le modifiche fatte al sistema live non si perdono e si ritrovano all’avvio successivo. Con il plugin Persistence non serve una partizione apposita: basta un file nella prima partizione della chiavetta. Il file si può scaricare già pronto da github.com/ventoy/backend/releases, oppure creare con lo script CreatePersistentImg.sh, che si scarica dalla stessa pagina e si lancia da una shell Linux. Per Windows la pagina non offre uno script equivalente.

Lo script va sempre eseguito come root, anche con le opzioni: da utente normale si ferma con un errore. Senza opzioni crea un file persistence.dat da 1 GB, in ext4 e con etichetta casper-rw:

sudo bash CreatePersistentImg.sh

Le opzioni si aggiungono in coda a questo stesso comando, sempre con sudo bash davanti:

  • -s seguito dalla dimensione in MB: con -s 2048 il file è da 2 GB;
  • -t seguito dal filesystem, ext2/3/4 oppure xfs: con -s 4096 -t xfs il file è da 4 GB in XFS;
  • -l seguito dall’etichetta richiesta dalla distribuzione;
  • -c seguito dal nome di un file di configurazione da creare dentro il file di persistenza.

L’etichetta cambia da una distribuzione all’altra:

  • casper-rw per Ubuntu, Linux Mint, elementary OS, Zorin e Kaspersky Rescue Disk: è quella predefinita, non serve -l;
  • vtoycow per Arch Linux e le sue derivate e per Fedora, che vuole anche selinux=0 tra le opzioni di avvio;
  • MX-Persist per MX Linux, quindi -l MX-Persist;
  • persistence insieme a -c persistence.conf per Kali e CloneZilla, quindi -l persistence -c persistence.conf. In questo caso lo script mette dentro il file un persistence.conf che contiene solo la riga / union. Su Kali bisogna scegliere anche l’opzione di avvio «Live USB Persistence».

Copiate il file nella prima partizione della chiavetta, nella radice o in una cartella qualsiasi. Attenzione alla cache di scrittura: dopo aver creato e copiato il file eseguite sync, così i dati finiscono davvero sul disco prima che scolleghiate la chiavetta.

Collegare ISO e persistenza con ventoy.json

Ventoy sa quale file di persistenza usare con ciascuna ISO grazie al file /ventoy/ventoy.json: un normale file di testo chiamato ventoy.json, da salvare nella cartella ventoy della prima partizione. Se la cartella non c’è, createla. L’esempio più semplice della documentazione associa una ISO di MX Linux al suo file di persistenza:

{"persistence": [{"image": "/ISO/MX-19.1_x64.iso", "backend": "/persistence/MX-19.1_x64.dat"}]}

image è il percorso completo della ISO e backend quello del file di persistenza. I percorsi /ISO/... e /persistence/... sono solo d’esempio: sostituiteli con le cartelle e i nomi dei file che avete davvero sulla chiavetta. Invece di un solo file di persistenza potete indicarne un elenco.

Ci sono poi due chiavi facoltative. autosel sceglie in automatico una voce del menu: 0 avvia senza persistenza, 1 usa il primo file ed è il valore predefinito. timeout stabilisce dopo quanto tempo la scelta diventa automatica.

Quando avviate una ISO configurata così, Ventoy vi chiede se usare la persistenza e con quale file. Se non volete scrivere il JSON a mano, la documentazione consiglia VentoyPlugson, un editor grafico per ventoy.json.

Ingrandire o ridurre il file di persistenza

Se lo spazio finisce, lo script ExtendPersistentImg.sh ingrandisce il file senza toccare i dati. Questo comando aggiunge 2048 MB, quindi un file da 1 GB diventa da 3 GB:

sudo bash ExtendPersistentImg.sh  persistent.dat 2048

Dalla versione 1.0.53 lo stesso script riduce il file se gli passate un numero negativo. La riduzione funziona solo con i file in ext4, non con quelli in XFS, e dopo l’operazione il file deve avere ancora spazio per tutti i dati che contiene. Questo comando toglie 2048 MB, per esempio portando un file da 8 a 6 GB:

sudo bash ExtendPersistentImg.sh  persistent.dat -2048

In tutti e due i comandi sostituite persistent.dat con il nome del vostro file.

Se qualcosa va storto

  • Ventoy2Disk.exe continua a fallire: in alternativa potete usare Ventoy LiveCD, cioè ventoy-1.1.18-livecd.iso. Il funzionamento è spiegato nella pagina «Ventoy LiveCD» della documentazione, nel menu laterale della guida introduttiva.
  • L’interfaccia web su Linux non funziona: installate o aggiornate con Ventoy2Disk.sh, come spiegato sopra.
  • Ventoy non parte con Secure Boot attivo: su alcuni PC bisogna attivare nel firmware l’opzione Allow Microsoft 3rd Part UEFI CA.
  • Al primo avvio compare una schermata di errore invece di quella blu: su quel computer la soluzione di Ventoy per Secure Boot non funziona. Disattivate il supporto Secure Boot in Ventoy e Secure Boot nel BIOS.

Documentazione di riferimento

Pagine ufficiali consultate il 13 ottobre 2026:

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