Proton Pass: cartelle, URL matching e avvisi sulle password compromesse
Proton ha annunciato tre novità per il suo gestore di password Proton Pass: le cartelle con sottocartelle per organizzare i vault, la personalizzazione dell’autofill tramite URL matching e un nuovo controllo delle password compromesse. Secondo il post sul blog di Proton, le funzioni sono richieste da tempo dalla community e arrivano in modo graduale nei prossimi giorni, per poi essere disponibili a tutti gli utenti. Le cartelle, però, si creano solo con un piano a pagamento.
Della roadmap più ampia di Proton, pubblicata il 15 ottobre, abbiamo parlato in un altro pezzo.
Cartelle e sottocartelle per ordinare i vault
Proton osserva che nei gestori di password si accumulano centinaia, se non migliaia, di voci, e trovare quella giusta diventa faticoso. Per questo introduce le cartelle: le voci di un vault si possono raggruppare in cartelle e sottocartelle, annidandole quanto serve, invece di scorrere un’unica lunga lista.
- Le voci si spostano con il drag and drop sia tra cartelle sia tra vault.
- Filtro e ricerca funzionano all’interno di una cartella e delle sue sottocartelle.
- Si organizzano password e altri elementi senza creare più vault.
Per le aziende, sempre secondo Proton, le cartelle rendono più semplice gestire le credenziali di team man mano che l’organizzazione cresce. La condivisione delle singole cartelle è nella roadmap: per ora le cartelle seguono le impostazioni di condivisione del vault che le contiene.
Quali piani includono le cartelle
Proton elenca i piani in cui si possono creare le cartelle:
- Proton Pass Plus
- Proton Pass Family
- Proton Unlimited
- piani business: Proton Pass Professional, VPN and Pass Professional e Proton Workspace
Chi ha un piano gratuito o Pass Essentials non può creare cartelle, ma può usare quelle presenti nei vault condivisi con lui da chi ha un piano a pagamento.
Autofill su misura con l’URL matching
L’autofill diventa personalizzabile: si può disattivarlo su siti specifici o limitarlo a un URL esatto, per sicurezza. Proton parla di modalità base e avanzate.
- Modalità base: dominio genitore e sottodomini, corrispondenza esatta dell’host oppure mai su un URL scelto dall’utente.
- Modalità avanzate: pattern con wildcard ed espressioni regolari.
Si può anche scegliere quali campi compilare in automatico, così da non inserire dati sensibili quando non si vuole.
Password compromesse: come funziona il controllo
Il rilevamento delle password compromesse si aggiunge ai controlli già presenti su password deboli, riutilizzate e indirizzi email coinvolti in violazioni di dati. Proton precisa che la verifica avviene in locale sul dispositivo e che nessuno in Proton Pass ha accesso alle password o al contenuto dei vault.
Il meccanismo, spiega l’azienda, confronta l’impronta (fingerprint) di ogni password con un elenco di impronte tratte da violazioni note, pubblicato da ricercatori di sicurezza. Se c’è una corrispondenza, Proton Pass avvisa l’utente perché cambi la password.
Gestori di password a confronto: il controllo delle violazioni
Un controllo sulle violazioni esiste anche altrove: nella guida alla creazione dell’account, Bitwarden indica un’opzione facoltativa per verificare, alla scelta della master password, se compare in violazioni di dati note. Su Bitwarden abbiamo scritto una guida su come creare l’account e proteggerlo con la verifica in due passaggi.


