Krita download: come installarlo gratis e fare il primo disegno
Krita 5.3.4.1 è uscita il 7 ottobre 2026 e dal sito ufficiale si scarica gratis per Windows, macOS e Linux. È un programma di pittura digitale libero e open source, con licenza GNU GPL v3, e spesso ci arriva chi cerca un’alternativa gratuita a Photoshop per disegnare. La guida parte dal download e dall’installazione, poi passa al primo documento, alla scelta del pennello e ai livelli. Alla fine avrai un file .kra con tutto il lavoro e una copia PNG da condividere. I passaggi sono quelli della documentazione ufficiale, elencata in fondo.
Cosa serve
I requisiti di sistema sono quelli della pagina di download di Krita:
- Sistema operativo: Windows 8.1 o successivo, macOS 10.15, Linux. Le nuove versioni per Windows non supportano più i 32 bit.
- RAM: almeno 4 GB. Ne sono raccomandati 16.
- Scheda grafica: OpenGL 3.0 o successivo, oppure Direct3D 11.
- Tavoletta grafica: va bene qualsiasi modello compatibile con il sistema operativo. Per disegnare basta anche il mouse.
Per macOS le due fonti non coincidono. Il manuale di installazione indica macOS 10.12 o successivo, la pagina di download macOS 10.15. Se il tuo Mac ha una versione compresa fra le due, fai riferimento alla pagina di download, aggiornata alla versione attuale. Su iPad e iPhone Krita non è supportato.
Scaricare Krita 5.3.4.1 gratis dal sito ufficiale
Al 27 ottobre 2026 la pagina di download propone la versione 5.3.4.1. Per ogni sistema c’è un pulsante dedicato:
- Windows Installer e Windows Portable;
- macOS Installer;
- Linux 64-bit AppImage;
- Flatpak, ospitato su Flathub, e snap, ospitato su Snapcraft. Entrambi sono mantenuti dalla comunità.
Nella stessa pagina ci sono due serie di build notturne. Krita Plus contiene solo correzioni di bug sopra la versione rilasciata. Krita Next riceve ogni giorno funzioni ancora in sviluppo: la pagina avverte che serve solo per i test e che la si usa a proprio rischio. Ci sono infine le firme GPG per verificare l’integrità dei file, che secondo la pagina chi non conosce GPG può ignorare.
Installare Krita su Windows
Su Windows Krita richiede Windows 8.1 o successivo. I pacchetti gratuiti del sito sono due, e la differenza sta nelle anteprime in Esplora file.
- Se scegli Windows Installer, scarichi il programma di installazione
krita-x64-5.3.4.1-setup.exe, che è il pacchetto predefinito. Contiene già la Windows Shell Extension, che mostra le miniature dei file .kra nel file manager. - Se scegli Windows Portable, scarichi un file ZIP. Questa versione non mostra in automatico le anteprime in Esplora file: per averle devi installare a parte la Windows Shell Extension, disponibile nella stessa pagina.
La pagina cerca di proporti l’architettura giusta. Per controllarla da solo, il manuale indica Settings ‣ About di Windows: l’architettura compare come «System Type» nella sezione «Device Specifications».
Krita si trova anche su Microsoft Store, Steam ed Epic Games Store, ma lì è a pagamento. Secondo il manuale quelle versioni sono funzionalmente identiche a quella gratuita del sito; in più si aggiornano da sole quando esce una nuova versione. Al netto della commissione dello store, il ricavato sostiene lo sviluppo. La versione del Microsoft Store richiede Windows 10 o successivo.
Installare Krita su macOS
Su Mac il pacchetto si scarica dal pulsante macOS Installer della pagina di download: è un’immagine disco, krita-5.3.4.1-signed.dmg. Il manuale dice solo che dal sito si ottiene l’ultimo binario e non descrive i passaggi successivi al download.
Nella sezione delle versioni a pagamento la pagina elenca anche il Mac App Store. Se scegli quella versione la paghi come negli altri store, e in cambio ricevi gli aggiornamenti automatici.
Installare Krita su Linux con l’AppImage
Un’AppImage contiene già tutte le librerie necessarie: non devi aggiungere repository né gestire dipendenze, al prezzo di un po’ più di spazio su disco. Per Krita 3.0 e successive il manuale di installazione la indica come prima cosa da provare.
Prima di eseguire i comandi controlla che il file sia quello scaricato dal pulsante Linux 64-bit AppImage di krita.org: se arrivasse da un’altra fonte, faresti girare un programma di provenienza sconosciuta. Il primo comando dà al file il permesso di esecuzione, solo a quel file; il secondo lo avvia con i permessi del tuo utente.
Nei comandi compare krita-3.0-x86_64.appimage, il nome usato come esempio dal manuale. Il file attuale si chiama krita-5.3.4.1-x86_64.AppImage: sostituisci il nome dell’esempio con quello esatto del file che hai scaricato. Lo vedi nella cartella dei download, oppure scrivendo le prime lettere nel terminale e premendo Tab.
- Apri il terminale nella cartella in cui si trova l’AppImage.
- Rendi eseguibile il file:
chmod a+x krita-3.0-x86_64.appimage- Avvia Krita:
./krita-3.0-x86_64.appimageSe i comandi vanno a buon fine, si apre la schermata di benvenuto di Krita. Il terminale non è obbligatorio: puoi rendere eseguibile il file dalle sue proprietà nel file manager e poi aprirlo con un doppio clic.
Installare Krita su Linux con Flatpak da Flathub
Le build stabili su Flathub sono mantenute dalla comunità, non dagli sviluppatori principali di Krita. Il manuale avverte che i pacchetti Flatpak e snap non vengono testati dal team di Krita e che possono avere qualche bug.
Questi comandi funzionano solo se Flatpak è già installato. Su alcune distribuzioni non c’è di serie, per esempio su Ubuntu: in quel caso installalo prima, seguendo le istruzioni per la tua distribuzione sul sito di Flathub, alla pagina flathub.org/setup. Se non lo fai, entrambi i comandi falliscono.
Una volta predisposto Flatpak, il primo comando aggiunge Flathub alle sue sorgenti software. Da quel momento, quello che installi da flathub arriva da quel repository. Nel comando, --user limita l’operazione al tuo utente e --if-not-exists la salta se Flathub è già presente.
flatpak --user remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepoIl secondo installa il pacchetto org.kde.krita:
flatpak --user install flathub org.kde.kritaCon Discover o con il centro software della distribuzione il terminale non serve: scarichi il file .flatpakrepo, lo apri con il centro software e cerchi Krita, che comparirà nella versione Flatpak. Questa strada richiede però un centro software con supporto Flatpak, che l’App Center di Ubuntu non offre.
Creare un nuovo documento
Al primo avvio compare una schermata di benvenuto da cui puoi creare un file nuovo o aprirne uno esistente. La pagina Starting Krita descrive questi passaggi:
- Apri il menu File in alto e scegli Nuovo, oppure premi Ctrl+N. In alternativa fai clic su «New File» nella sezione di avvio della schermata di benvenuto.
- Nella finestra del nuovo documento seleziona la sezione «Custom Document».
- Nella scheda «Dimensions», scegli dal menu a tendina «Predefined» la voce «A4 (300ppi)», oppure la dimensione che ti serve.
- Nella sezione del colore controlla che il profilo sia RGB e che la profondità sia «8-bit integer/channel».
Compare un rettangolo bianco, la tela. Secondo la pagina Basic Concepts, quando salvi in JPG o PNG o quando stampi conta solo ciò che sta dentro la tela. Krita conserva anche quello che sta oltre il bordo, ma non lo mostra.
Scegliere e cambiare pennello
All’avvio lo strumento pennello è già selezionato: disegni con il clic sinistro del mouse o con la penna della tavoletta. Se il pennello non fosse attivo, selezionalo dalla sua icona nella cassetta degli strumenti.
- Per cambiare pennello, apri il docker «Brush Presets» sulla destra, oppure premi F6. Ogni quadratino è un preset: selezionane uno e disegna sulla tela.
- Per modificare il preset scelto, apri il «Brush Editor» dalla barra degli strumenti oppure premi F5.
- Per cambiare colore, fai clic sul triangolo del docker «Advanced Color Selector».
- Per cancellare, premi E: il pennello corrente diventa una gomma, e se premi di nuovo il tasto torna a dipingere. Lo stesso interruttore vale per la maggior parte degli strumenti.
Dietro ogni preset c’è un motore di pennello. Il pixel brush serve per il lavoro di base; il color smudge è più lento, ma mescola i colori, quindi aiuta quando devi sfumarli; lo sketch produce linee volutamente disordinate. Tutti gli strumenti di pittura condividono un unico valore di opacità legato al preset: se cambi preset, cambia anche l’opacità.
Lavorare con i livelli
Il computer disegna gli elementi uno dopo l’altro: se disegni un cerchio dopo un quadrato nello stesso punto, il cerchio finisce sopra. Il manuale chiama questa sequenza «Drawing Order». La pila dei livelli separa gli elementi e permette di cambiarne l’ordine. Se metti le linee in un livello e i colori in un altro, modifichi gli uni senza toccare gli altri.
- I Paint Layers sono livelli raster, il tipo più comune e quello predefinito: ci dipingi sopra.
- Se sposti un livello nella pila, cambia ciò che resta davanti e ciò che finisce dietro.
- I Group Layers raccolgono più livelli, che ci trascini dentro con il mouse; a quel punto li sposti e li gestisci insieme.
- Gli altri tipi sono Vector, Clone, File, Fill e Filter, ciascuno con un uso specifico.
La pila dei livelli si trova in uno dei docker, i pannelli laterali dell’interfaccia. Con il clic destro su un livello si apre il menu da cui, per esempio, si aggiunge una maschera di trasparenza. Se un pixel è trasparente su tutti i livelli, Krita mostra al suo posto una scacchiera.
Le pagine consultate spiegano i tipi di livello e il loro ordine, ma non descrivono passo per passo come aggiungerne uno nuovo. Per approfondire, la pagina Getting Started rimanda alle introduzioni dedicate alle singole funzioni nello User Manual.
Salvare in .kra ed esportare in PNG
Il formato .kra è quello predefinito di Krita e salva tutto, livelli compresi, come spiega la pagina Starting Krita. Il PNG invece è un’immagine unica, appiattita. Per questo i comandi sono due: Salva per il progetto, Esporta… per la copia da condividere.
Per il file di lavoro, al primo salvataggio:
- Apri il menu File e scegli Salva. Se il documento non è mai stato salvato, Krita ti chiede dove metterlo.
- Seleziona la cartella in cui tenere il disegno.
- Lascia il formato
.kra. Oltre al disegno e ai livelli, nel file restano anche le guide e gli assistenti, così riprendi il lavoro da dove l’avevi lasciato. - Conferma con Salva.
Dopo il primo salvataggio, ogni File › Salva aggiorna lo stesso file .kra.
Per la copia in PNG:
- Apri il menu File e scegli Esporta….
- Scegli la cartella, il nome del file e il formato PNG.
- Conferma.
Secondo la pagina Working with Images, l’esportazione salva il file in una nuova posizione senza aprirlo, e serve proprio quando lavori su un file a livelli ma ti basta una versione appiattita. Il documento attivo resta quindi il progetto .kra, che continui ad aggiornare con File › Salva. Il comando Salva come… si comporta in modo diverso: rende attivo il nuovo file, e i salvataggi successivi andrebbero lì invece che nel .kra.
Il PNG contiene solo ciò che sta dentro la tela. Per preparare immagini da pubblicare online, il manuale rimanda al tutorial «Saving For The Web». Krita ha anche salvataggi automatici, file di backup e recupero dopo un crash, che si configurano nelle impostazioni generali; la voce «Save Incremental Version» crea un nuovo file con un numero di versione aggiunto al nome.
Se qualcosa va storto
- Il file viene salvato senza estensione. Alcune versioni più vecchie di Krita hanno un bug che obbliga a scrivere l’estensione a mano.
- La versione Flatpak o snap dà errori. Questi pacchetti non sono testati dagli sviluppatori principali. Per Linux il manuale indica come prima scelta l’AppImage del sito ufficiale.
- L’ultima versione dà problemi. La pagina di download offre le versioni precedenti nella «Old Version Library», insieme all’ultima versione per Windows a 32 bit.
- Su Windows non compaiono le miniature dei file .kra. Succede con la versione portatile: installa la Windows Shell Extension dalla pagina di download.
- Su Linux il file manager non mostra le miniature dei .kra. Dolphin le mostra già, mentre Nautilus e i suoi derivati hanno bisogno di un’estensione; il manuale indica quelle di Moritz Molch.
Documentazione di riferimento
Pagine ufficiali consultate il 27 ottobre 2026. Il manuale è quello della versione 5.3.0 di Krita.


