Antigravity 2.29.0: agenti remoti nel cloud e voce con Gemini Live
Un agente che continua a lavorare anche se si chiude il browser o si mette il portatile in stop: così Google descrive gli agenti remoti di Antigravity, che con la versione 2.29.0 dell’app, datata 3 novembre 2026, iniziano ad arrivare agli abbonati Google AI Ultra e Pro. Lo indica il changelog di Google. La stessa release avvia la modalità vocale, basata su Gemini Live. Entrambe le funzioni sono in distribuzione graduale e possono non comparire ancora sul proprio account.
Agenti remoti: la conversazione gira su un ambiente Google
Secondo il changelog, le conversazioni di un progetto cloud vengono eseguite nel cloud invece che sul computer dell’utente e si possono aprire anche da antigravity.google.com/remote. La documentazione di Google sui Remote Agents precisa che l’ambiente è isolato e gestito da Google, e che i task lunghi proseguono anche a browser chiuso o computer in sospensione, passando se si vuole da desktop a mobile.
Per usarli dal web serve accedere con un account Google personale con piano Google AI Pro o Google AI Ultra. Un progetto remoto lavora su repository GitHub, file di Google Drive o file caricati dal computer.
Per impostazione predefinita, secondo la documentazione, il preset dei permessi per gli agenti remoti è always-proceed (turbo), quindi i comandi vengono eseguiti senza chiedere conferma. Si può cambiare nelle impostazioni degli agenti remoti.
Modalità vocale con Gemini Live: come si avvia e dove non funziona
Con la modalità vocale si parla con Antigravity e si passano le richieste all’agente a voce. Il changelog spiega che si avvia dal pulsante nella casella di messaggio quando è vuota.
La pagina dedicata di Google indica i limiti: nell’app la modalità vocale è disponibile solo nelle conversazioni locali, non nelle sessioni Remote Control né nelle conversazioni che girano nel cloud. Le due novità principali della release, quindi, non si combinano nell’app. Può essere attiva in una sola conversazione alla volta.
Google scrive che l’audio del microfono viene inviato ai suoi server, dove il modello Gemini Live riconosce il parlato e genera le risposte vocali. Le lingue supportate non sono indicate nelle fonti consultate.
Automations, notebook Jupyter e nuova Home
- La pagina Automations è ridisegnata: le automazioni sono divise nelle liste Scheduled, Always on e Paused, con gli orari Next run e Last run, selettori di pianificazione con menu semplici, dettagli nella pagina e un modulo di creazione a pagina intera.
- I file Jupyter
.ipynbsi aprono nel visualizzatore dell’app, con celle di codice, Markdown, tabelle, immagini e output delle celle, senza uscire da Antigravity. - La pagina di nuova conversazione saluta in alto e tiene la casella di messaggio fissata in basso. Nei progetti con un solo repository, la scelta di branch e Git worktree sta in un unico menu e il selettore dell’agente è dentro il menu dei modelli.
- I link
antigravity://possono aprire direttamente un plugin o una skill nel Marketplace, oppure una nuova conversazione con il prompt già compilato, da rivedere e inviare. - La riga Review del pannello Overview e l’intestazione della scheda Review mostrano il totale delle righe aggiunte e cancellate nei file modificati del repository Git.
Browser integrato, tema e scorciatoie
Il browser integrato salva i download direttamente nella cartella dei download, senza richieste bloccanti, e ne mostra l’avanzamento in un cassetto nella barra degli strumenti. La cartella predefinita si sceglie in Settings > General. La barra degli indirizzi suggerisce ora pagine dalla cronologia di navigazione, che si cancella dallo stesso menu.
- Se non si è scelto altro, l’app usa il tema Onyx e il font Google Sans; entrambi si cambiano in Settings > Appearance, dove arrivano anche l’opzione Fill (conversazioni a tutta larghezza), un menu Font con System UI, Inter e Google Sans e l’interruttore Screen Reader Mode.
- Le scorciatoie da tastiera si personalizzano in Settings > Shortcuts, con ripristino del valore predefinito.
- La colorazione della sintassi si carica su richiesta per 173 linguaggi; l’albero dei file e le schede hanno icone per oltre 30 altri linguaggi e formati di configurazione.
- I plugin che supportano chiavi API opzionali per limiti più alti funzionano subito, senza configurare prima una chiave.
- Nelle conversazioni lunghe, il navigatore etichetta ogni capitolo compresso con un breve titolo generato dall’IA, non più solo con la data.
Correzioni e distribuzione
Nel changelog la 2.29.0 è indicata come «Latest» e comprende 22 miglioramenti e 13 correzioni. Google avverte che le nuove versioni possono richiedere alcuni giorni per raggiungere tutti gli utenti. Prezzi, quote d’uso e disponibilità in Italia o in Europa non sono indicati nelle pagine consultate.
Tra le correzioni c’è un watcher in background del database delle conversazioni che poteva andare in loop causando alto uso della CPU. Risolti anche il ripristino di dimensione e posizione della finestra al riavvio e gli accessi con Google nel browser integrato. Corretti inoltre il passaggio a un branch Git eliminato, che poteva sovrascrivere un file con lo stesso nome, e i worktree Git creati per i subagent, che non portavano con sé le modifiche locali non committate.


