Google starebbe lavorando a una funzione «Pubblica» per i contenuti creati con Gemini. Secondo l’analisi dell’APK di Android Authority, pubblicata il 13 ottobre, l’utente potrebbe trasformare un’immagine generata in uno «stile» pubblico, che chiunque potrebbe riutilizzare. Nello stesso codice c’è anche un’interfaccia ridisegnata per le sezioni «Immagini» e «Video». Google non ha annunciato nulla.
Cosa è emerso dal codice dell’app Google
Le tracce sono nella versione 17.66.11 dell’app Google. Dalle stringhe di testo risulta che la voce per pubblicare lo stile comparirebbe nei dettagli di un’immagine generata. Android Authority lo deduce dal codice: nessuna interfaccia della funzione è visibile.
Stando alla fonte, il testo della finestra di conferma spiega che pubblicare lo stile permette a chiunque di scoprirlo e usarlo. Una variante del messaggio cita un identificativo nel formato @nome.
Sono previste anche l’operazione inversa e una finestra di conferma. Lo stile non sarebbe più visibile su Gemini, ma l’utente potrebbe ancora accedervi e ripubblicarlo quando vuole.
La pubblicazione potrebbe riguardare anche i video. Android Authority ipotizza che Google voglia costruire una raccolta pubblica di stili creati dagli utenti, da sfogliare e applicare alle proprie creazioni. È un’interpretazione della testata, non qualcosa che il codice dichiara.
La nuova interfaccia di Immagini e Video
Gemini ha già sezioni dedicate a immagini e video, con vari modelli predefiniti. In Immagini sono mostrati come schede in un elenco a scorrimento orizzontale.
- Immagini: Android Authority è riuscita ad attivare una nuova interfaccia con schede grandi per ogni stile e, forse, categorie in alto.
- Video: interfaccia simile, con grandi schede da scorrere.
A che punto sarebbe lo sviluppo
Secondo Android Authority, il redesign di Immagini e Video sembra funzionare come previsto e potrebbe arrivare presto. Per la pubblicazione degli stili la valutazione è più prudente: vista l’assenza di elementi di interfaccia legati alla funzione, Google avrebbe ancora molto lavoro da fare.
La fonte non indica tempi di rilascio, regioni, piani d’abbonamento o requisiti, quindi non si sa nulla sulla disponibilità in Italia. Android Authority avverte inoltre che un APK teardown prevede le funzioni a partire da codice in lavorazione: ciò che emerge potrebbe non arrivare nella versione pubblica.