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Reflection Beam su Hugging Face: modello aperto da 501B con licenza Apache 2.0

Schermata del post su Hugging Face che annuncia il modello aperto Beam da 501B.
Schermata: huggingface.co

Il 16 ottobre 2026 Reflection, nuovo laboratorio statunitense, ha pubblicato su Hugging Face il suo primo modello, Beam. Come racconta il blog di Hugging Face, è un mixture-of-experts da 501 miliardi di parametri totali, 23 miliardi attivi per token, che accetta solo testo, gestisce un contesto da 1 milione di token ed è rilasciato con licenza Apache 2.0.

Cos’è Beam e cosa promette

Secondo Hugging Face, Beam è pensato per team che vogliono un modello di questa taglia sul proprio hardware, sulla propria infrastruttura o nel proprio cloud, e personalizzarlo. Il focus è su coding e uso agentico. Il modello arriva con un harness open source dedicato, scritto in Rust, che secondo il post ne ottiene le prestazioni migliori.

  • 52 layer, 256 esperti per ogni layer MoE, 8 instradati per token.
  • Checkpoint in BF16, FP8 e NVFP4; il BF16 pesa circa 1 TB in formato safetensors.
  • Cinque livelli di reasoning: low, medium (predefinito), high, xhigh e max.
  • Ragionamento che può restare nel contesto tra un turno e l’altro (preserve_thinking) e tool calling con una grammatica dedicata.
  • Un modello draft per la decodifica speculativa, chiamato DFlash2.

Come spiega il post, tutti i 256 esperti restano in memoria: serve la memoria di un modello da 501B, ma la velocità di calcolo è quella di uno da 23B.

Rendering 3D con secchiello di Hugging Face contenente dadi con numeri in un data center
Foto: Hugging Face

Contesto da 1M di token: come regge la memoria

L’attenzione è ibrida: 43 layer usano una finestra scorrevole di 512 token, 9 layer guardano l’intero contesto. Solo questi ultimi fanno crescere la cache KV, che sale di 36 KiB per token, circa un sesto dei 208 KiB che servirebbero se tutti i 52 layer fossero globali.

Contesto Se tutti i layer fossero globali Beam
32K token 6,5 GiB 1,2 GiB
128K token 26 GiB 4,6 GiB
1M token 208 GiB 36,08 GiB

I valori sono per singola sequenza, in BF16, con la cache dinamica di transformers.

Quanto hardware serve

Hugging Face indica il checkpoint NVFP4 come il modo più pratico per servire Beam: porta i pesi da circa 1 TB a circa 280 GB e conserva gran parte della qualità del BF16. Gira nativamente sulle GPU Blackwell, non su quelle precedenti come le H200, per le quali c’è il checkpoint FP8.

  • Due B200 (360 GB in totale) bastano per i pesi ma lasciano poco spazio per attivazioni e cache KV; il post consiglia quattro B200 (720 GB).
  • In alternativa un nodo 8xB200, due B300 da 288 GB ciascuna, oppure 8xRTX Pro 6000.
  • Con SGLang il checkpoint NVFP4 sta su 4 B300, quello FP8 su 8 H200.
  • Con vLLM il BF16 si serve con tensor parallelism su 16 GPU, cioè due nodi 8x H200.
  • Con transformers su 16 H200 ogni GPU tiene 78 GB di pesi; con 8 GPU ne servirebbero 139 su 141 disponibili, senza margine.

Con la decodifica speculativa DFlash2, in vLLM il drafter propone fino a 15 token in anticipo e Beam li verifica in un solo passaggio, al costo di un po’ di memoria in più.

Come provarlo: librerie e provider

Beam ha supporto day-0 in transformers (versione 5.20.1 o successiva), vLLM e SGLang. Per chi non ha GPU Blackwell o cluster, Hugging Face lo offre tramite Inference Providers, con Baseten, Fireworks e Together e altri in arrivo, e tramite Inference Endpoints, dove si può fare il deploy con un clic dal catalogo in FP8 o NVFP4, o dalla riga di comando con hf endpoints catalog deploy --repo reflection/Beam-1.0-501B-A23B --name beam.

I benchmark dichiarati da Reflection

Risultati forniti dal team Reflection e riportati da Hugging Face; non sono verifiche indipendenti.

Benchmark BF16 FP8 NVFP4
SWE Bench Verified 81,6% 80,2% 80,7%
Terminal Bench v2.1 80,1% 78,9% 78,2%
GPQA Diamond 90,6% 90,3% 89,3%
AIME 2026 97,7% 98,0% 97,5%
LiveCodeBench 88,3% 88,1% 87,4%

Su HLE senza strumenti il checkpoint FP8 resta al 36,0% del BF16, l’NVFP4 scende al 34,8%. Hugging Face ha anche fatto prove qualitative su cinque compiti, a basso e alto reasoning, precisando che sono «vibe eval» e non benchmark; input, output e tracce sono in un bucket pubblico.

Personalizzarlo: fine-tuning e reinforcement learning

Per il fine-tuning supervisionato Hugging Face propone TRL con adattatori LoRA, invece di aggiornare tutti i 501B parametri. L’addestramento LoRA sta su un singolo nodo con 8 GPU B300, con circa 19.000 token al secondo; con le H100 servono quattro nodi.

Dopo un’epoca su Multilingual-Thinking, Beam ha ragionato nella lingua richiesta in 16 prompt su 16 tenuti da parte, contro 3 su 16 del modello base. Il post precisa che il test misura l’aderenza alla lingua, non la correttezza del ragionamento.

Per il reinforcement learning, Reflection e RadixArk hanno preparato una ricetta GRPO con Miles, in BF16, che può aggiornare tutto il modello o solo adattatori LoRA.

  • GRPO full-parameter: 96 H200, di cui 64 per il training e 32 per i rollout, oppure 64 H200 in configurazione colocata.
  • GRPO con LoRA: 32 H200, 16 per il training e 16 per i rollout.

Il concorso da 10.000 dollari

Reflection assegnerà 10.000 dollari in crediti Hub ai migliori progetti costruiti con Beam: una demo su Spaces, una versione quantizzata per un hardware specifico, un dataset sintetico, un ambiente di RL o un benchmark. Basta pubblicare il lavoro sull’Hub e condividerlo dalla pagina del modello.

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