Fortnite non è ancora disponibile su Linux, ma ci sta arrivando, scrive Epic Games in un annuncio pubblicato il 14 ottobre 2026 sul sito di Epic Online Services. Per il debutto l’azienda ricostruisce l’anti-cheat per Linux, EAC Linux v2, e lo proverà prima in Fortnite. Chi gioca da Linux dovrà avere un sistema configurato secondo otto requisiti. Una data di uscita non è stata comunicata.
Cosa ha annunciato Epic e perché serve un nuovo anti-cheat
Secondo Epic, Easy Anti-Cheat supporta i client Linux nativi dal 2014 e, dal 2021, anche i giochi Windows eseguiti con Wine e Proton. L’adesione è facoltativa, gioco per gioco, e molti titoli non l’hanno attivata perché l’implementazione Linux non garantiva la protezione di quella Windows.
EAC Linux v2 punta ad avvicinare la protezione a quella di Windows sfruttando funzioni già presenti in Linux, come kernel e moduli firmati e Secure Boot con attestazione. Epic lo testerà in Fortnite, in ambiente live, e lo perfezionerà in base ai risultati. Una volta validato lo metterà a disposizione di altri sviluppatori di giochi multiplayer.
Per i titoli che usano già EAC su Linux, gli sviluppatori potranno scegliere se restare sulla versione precedente, per la massima compatibilità, o passare a v2 per una protezione migliore.

Come funziona EAC Linux v2 senza driver nel kernel
Su Windows Easy Anti-Cheat si appoggia a un driver kernel. Su Linux, spiega Epic, EAC Linux v2 non installa né carica alcun modulo kernel. Usa invece measured boot, kernel lockdown LSM e supporto IOMMU, più una logica eBPF scritta da Epic per controllare l’integrità del sistema e individuare chi imbroglia.
Al primo avvio di un gioco protetto da v2 il giocatore dovrà accettare l’installazione di un servizio systemd anti-cheat. Il servizio parte con il gioco e si ferma quando si esce, quindi non resta attivo in background.
Queste protezioni non sono presenti su tutte le distribuzioni e possono richiedere modifiche alla configurazione. Epic prevede di rivedere i requisiti nel tempo, anche grazie ai commenti di sviluppatori e maintainer.
Gli otto requisiti di sistema, uno per uno
| Requisito | Cosa chiede Epic |
|---|---|
| 1. Kernel e moduli firmati | Il kernel deve essere firmato con una chiave «well-known». I moduli out-of-tree, come i driver NVIDIA, devono essere compilati da un’organizzazione e firmati con una chiave well-known |
| 2. TPM 2.0 | Presente e abilitato nel BIOS |
| 3. Secure Boot | Attivo nel BIOS, con solo chiavi well-known usate per l’avvio |
| 4. Measured boot | Le misure del boot devono essere presenti; systemd-boot e GRUB di norma le eseguono di default, altri boot manager potrebbero non supportarle o richiedere configurazione |
| 5. IOMMU | Abilitato nel BIOS e nel kernel, con passthrough disattivato; richiesto sui dispositivi non handheld |
| 6. Kernel lockdown | Modalità integrity, attivata esplicitamente al boot |
| 7. Kexec | Disattivato esplicitamente al boot |
| 8. LSM BPF | Caricato e attivo |
Quali distribuzioni sono già allineate
Il sistema si basa su un elenco di chiavi considerate affidabili, che Epic gestirà inizialmente da sola e vuole rendere open source, accettando pull request dalla community. Le chiavi riconosciute sono:
- Canonical, usata da Ubuntu e derivate come Linux Mint;
- Fedora e Universal Blue (Bazzite, Bluefin, Aurora);
- Debian e openSUSE, più SUSE Linux Enterprise;
- Rocky Linux e AlmaLinux;
- Microsoft UEFI CA, usata per firmare componenti come lo shim del bootloader Linux.
I maintainer di altre distribuzioni possono scrivere a [email protected] per far aggiungere le proprie chiavi. Chi vuole usare chiavi personali per altri avvii può farlo, a patto di registrarle nel database db di Secure Boot e non come MOK: avviando con shim, infatti, tutti i MOK devono essere well-known.
Cosa cambia per chi gioca: doppia voce di boot, Steam Deck, ban
I requisiti vengono controllati quando si avvia un gioco protetto online. Epic indica come soluzione una voce di boot separata, con il kernel e la riga di comando richiesti, da selezionare soltanto quando si vuole giocare a un titolo protetto.
Lo Steam Deck, per ora, resta fuori: non supporta le funzioni richieste da EAC v2. Epic dice di essere in contatto con Valve e di sperare di poterlo supportare in futuro.
Avviare per errore un gioco protetto senza rispettare i requisiti non porta a un ban, ma a un semplice messaggio di errore. Epic spiega che un anti-cheat ha bisogno di aggiornamenti regolari: l’obiettivo di EAC Linux v2 è costruire una base solida e alzare il costo di sviluppo e manutenzione dei cheat, così che un giocatore medio ne incontri raramente.