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Query di Google: come utilizzare al meglio Big G

Oggi ho intenzione di rispolverare un vecchio documento interessante, che ho ritrovato in fondo a un cassetto e che magari a qualcuno di voi può tornare utile: scriverò di Google e di come esegue le ricerche.

Le ricerche che effettuate e i risultati non sono casuali, una “e” puo cambiare i risultati, una parola o un sinonimo possono cambiare le pagine visualizzate. Google quindi utilizza una sinstassi tutta sua in base a ciò che scrivete. Eccone qui un elenco che potrete utilizzare per raffinare le vostre ricerche, o magari per pura curiosita:

  • intitle: trova le pagine contenenti nel proprio titolo la parola chiave specificata. (Nota bene: non devono esservi spazi fra i due punti e la parola chiave specificata. Google non è case-sensitive, quindi è indifferente rispettare le maiuscole e le minuscole.)
  • allintitle: restituisce le pagine che contengono nel titolo tutte le parole specificate
  • inurl: limita i risultati alle pagine contenenti una determinata parola nell’URL
  • allinurl: limita i risultati alle pagine contenenti tutte le parole specificate nel proprio URL
  • intext: restituisce le pagine che contengono nel testo la parola chiave specificata
  • allintext: limita i risultati alla pagine che contengono nel testo tutte le parole specificate
  • link: ricerca le pagine Web che contengono collegamenti al link specificato
  • inanchor: ricerca negli anchor dei link presenti nelle pagine
  • site: restringe la ricerca ad un sito o ad un dominio di livello superiore
  • cache: trova una copia della pagina che Google ha indicizzato nella propria cache; utile quando le pagine non sono più online
  • filetype (o ext): limita i risultati ad un documento avente una determinata estensione di file (.doc, .pdf, .rtf, .pl, .sh, .xls, ecc…)
  • define: fornisce la descrizione di un termine ed i link ad esso correlati
  • related: cerca pagine simili o affini alla pagina specificata
  • info: si ottengono ulteriori informazioni e link su un URL specificato. Fondamentale per tale descrizione è l’uso accorto dei metatag

Metacaratteri

Nel caso di Google, il metacarattere per eccellenza è l’ asterisco (*), che ha il compito di sostituire una parola completa (due asterischi sostituiranno due parole e così via). Utile quando non conosciamo una frase precisa ma solo parti di essa, come per esempio: "three * mice". Ciò ci consente di trovare “three blind mice”, “three blue mice”, “three green mice”, ecc…

Ora potete “creare” delle ricerche mirate e “personalizzate” e perché no magari un pò più complete.

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