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Retrogaming: Shadow of Destiny, l’ombra di un uomo sfortunato

shadow of destiny main screen

Come ci si appassiona a determinati giochi?

Domanda complessa. Di alcuni si seguono interviste, trailer, info pre-uscita. Altri vengono scoperti grazie ad amici e conoscenti, qualcuno forse cattura il nostro interesse grazie ad un articolo ben fatto scovato sul web (o magari, il contrario) – la storia che ha per protagonisti me e Shadow of Destiny parte grazie a Youtube. Complice il doppio titolo che confonde non poco le idee, visto che in Italia questo gioco è forse meglio noto come Shadow of Memories, ho sempre pensato che vederlo nel cestone dei titoli a 4,90 euro fosse sinonimo di prodotto scadente. Quanto mi sbagliavo.

Il canale di retsupurae, che trovate a questo indirizzo, è solito prendere vecchi video di gameplay (ovviamente col consenso dell’autore) per offrire un commento spesso ironico su giochi potenzialmente divertenti. Caso vuole che scelgano Shadow of Destiny come nuova cavia, e che io venga esposto ai loro video nella serata che tutti dedichiamo alla digestione del pranzo pasquale.

Resto estasiato. Il gioco è un misto di nozioni apparentemente serie e comportamenti senza senso.

La trama, in breve, segue queste linee guida: il giovane Eike Kusch decide di concedersi una passeggiata nel momento sbagliato, in quanto tale evento sarà proprio quello che lo condurrà alla sua morte. O forse no, in quanto la pugnalata alla schiena non è abbastanza a porre fine alla sua esistenza. Catapultato in un onirico universo in cui militano opere di arte contemporanea, il protagonista viene informato da una voce fuori campo che il suo decesso non è inevitabile, e che potrà impedirlo grazie all’uso di un oggetto che gli sarà fornito di lì a breve: il meraviglioso Digipad.

Il Digipad permette ad Eike di tornare indietro nel tempo per prevenire la causa della sua morte – non in modo diretto, ma piuttosto agendo su determinate condizioni nel passato per fare in modo di sopravvivere all’incidente di turno senza cancellare il tentativo di omicidio. O meglio, i tentativi: perché proseguendo col gioco sarà possibile constatare come Eike abbia una vera propensione alla morte, riuscendo a farsi uccidere nei modi più disparati e risolvere ogni volta la situazione tramite ragionamenti di cui pochi altri potrebbero carpire il senso. Qualche esempio pratico? A voi:

  • Il nostro assassino ci pugnala alle spalle mentre è nascosto su un albero e noi siamo impegnati in una conversazione. Eike torna nel 1500 per fare in modo che tale albero non venga mai piantato;
  • Altra pugnalata, stavolta Eike scombussola due epoche differenti e fa un salto nel 1900 con il fine ultimo di mandare un messaggio indiretto al se stesso degli anni 2000, ovviamente senza farsi riconoscere, consigliandogli di mettere una padella sotto la giacca per evitare l’accoltellamento;
  • L’assassino segue Eike in un locale della zona e decide di avvelenare la sua cena. Eike torna indietro di un secolo per dire al proprietario dell’edificio che verrà trasformato di lì a poco in una libreria, ma che per sue stesse azioni precedenti nel futuro è divenuto un museo, che creare una libreria è in, fin dei conti, la soluzione migliore – questo gli permetterà di documentarsi riguardo il tipo di veleno con il quale è stato ucciso, al quale non esiste un antidoto in quanto estinto ormai da tempo ma che Eike potrà reperire tornando nel 1500 per chiedere aiuto alla famiglia di un noto alchimista con cui ha avuto contatto durante uno dei suoi precedenti viaggi temporali. Più o meno.

 

shadow of destiny frying pan

 

Se superato questo stacco nella recensione siete ancora qui a leggere il resto, è possibile che Shadow of Destiny sia uno di quei titoli che volete assolutamente esporre nella vostra libreria videoludica. Il gioco, uscito originariamente su PS2, è poi approdato anche su PC e il 2009 è stato l’anno del suo arrivo su Playstation Portable, in una versione rivisitata che mantiene intatte le sue caratteristiche narrative andando però a modificare molti dei modelli 3D dedicati alle comparse (che a dire la verità, si somigliano un po’ tutte) e offrendo un doppiaggio ex-novo, che corregge quello molto rustico della prima versione. Tutto bene insomma, se non fosse che la versione PSP non ha il pregio di vantare il personaggio di Homunculus – l’individuo che fornisce ad Eike la sua seconda, terza, quarta e ulteriori possibilità – doppiato da Charles Martinet, figura che giocatori di vecchia data potranno accostare al più disinibito idraulico italiano, sempre alla ricerca della sua principessa.

Shadow of Destiny non è un gioco particolarmente lungo, ma gode di un buon fattore longevità che si basa sul poterlo rigiocare per ottenere tutti i finali – 6 standard più alcuni supplementari a cui è possibile accedere solo dopo il loro completamento. Riguardo questo punto credo sia doveroso esporre un problema: molti dei finali introducono elementi che vanno in contrasto con alcuni presenti in altri epiloghi, rendendo di fatto difficile stare al passo con gli avvenimenti. Sembra che il finale canonico sia quello A, mentre i successivi hanno quasi funzione di contorno e servono a fornirci indizi sulle vite dei personaggi coinvolti ed eventi ai quali non abbiamo accesso durante il gioco.

Dal gioco si evince, forse, che Eike Kusch è un eroe degli anni 2000.

I suoi comportamenti sono spesso bizzarri e rasentano l’incredibile. Personalmente trovo che la punta di diamante del suo arsenale di reazioni sia il pacato tiro di sigaretta che segue il suo rendersi conto di aver lasciato nel 1500 una ragazza della sua epoca, sfoderando nel minuto successivo una nonchalance terrificante tramite un semplice “Prima o poi tornerò a prenderti” – momento idilliaco.

 

eike shadow of destiny

 

Nonostante il carattere prettamente spoileroso di questa recensione, ho voluto di proposito lasciare da parte molti dettagli che avrebbero potuto rovinare l’esperienza di gioco a chi, incredibilmente, decidesse dopo aver letto questo articolo di dare una chance a Shadow of Destiny. Consiglio di tenere d’occhio anche il retsupurae sopracitato, ormai giunto alle battute finali, se volete farvi qualche risata semplicemente osservando come Eike si destreggia in ogni tipo di situazione.

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