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Pokémon Sole e Luna: la nostra recensione (spoiler-free!)

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A poco più di un mesetto dal rilascio in pompa magna di Pokémon Sole e Luna e dopo aver trascorso circa 80 ore di gioco tra storia principale e svariate attività di postgame, è giunto il momento di tirare le somme ed affrontare insieme il quesito più grande: com’è stata quest’ultima esperienza con i mostriciattoli tascabili? Eccoci con pro e contro di questa generazione!

Benvenuti nella regione di Alola!

Inutile nasconderlo, il notevole quantitativo di informazioni trapelate nei mesi scorsi lasciava presagire che Alola sarebbe stata una regione con poche sorprese per il giocatore. Ebbene, niente di più errato: se è vero che di molto eravamo già a conoscenza, bisogna ammettere anche che il piacere della scoperta non è andato per nulla perso. Contribuisce al fascino di questa settima generazione un insieme di scelte tecniche e stilistiche per le quali non possiamo che offrire un pubblico encomio a Game Freak: l’abbandono del sistema delle palestre a favore del giro delle isole, tanto per cominciare.

Quello che più colpisce di questa suggestiva tradizione e della gerarchia di Kahuna e Capitani è il coinvolgimento che viene offerto con ogni singolo membro che ne fa parte, qualcosa di mai visto nelle scorse generazioni. Ogni personaggio ci viene presentato in qualità di addetto ad una sfida del giro delle isole, ma anche come persona ed in quanto tale con una propria vita da portare avanti, una vita con la quale possiamo venire a contatto durante il nostro viaggio e che li rende unici e memorabili più di quanto possa esserlo un qualsiasi capopalestra che ci attende anonimo, segregato in un edificio.

Le relazioni interpersonali giocano peraltro un ruolo fondamentale nella trama di Sole Luna, ma di questo vorremmo che veniste a conoscenza proseguendo con la vostra avventura. Davvero impeccabile per quanto riguarda il coinvolgimento emotivo, non si può dire però che questi giochi siano del tutto perfetti per ciò che concerne la realizzazione tecnica.

Lag… giù, credo di aver visto un pokémon!

È infatti proprio il giro delle isole, e ben presto tutta la regione di Alola, a rendere chiaro quale sia uno dei difetti di questo gioco: troviamo infatti delle mancate possibilità per quanto riguarda l’interazione con i pokémon stessi, e questo sotto molteplici aspetti. Primo, la descrizione delle prove da sostenere durante il giro delle isole non trova perfetto riscontro con quanto avviene del gioco – si parla di mettere alla prova abilità che differiscono dal semplice saper impartire comandi in una lotta, ma di fatto ci ritroveremo sistematicamente ad affrontare un pokémon dominante, spesso in handicap numerico grazie alla nuova meccanica SOS, e nient’altro. Non c’è davvero molto di cui lamentarsi in quanto Pokémon Sole e Luna offrono delle prove molto carine ed alcune in grado di strappare più di un sorriso, avrebbe però fatto piacere se anche le sfide con le creature guardiane fossero riuscite a diversificarsi dalla semplice lotta più impegnativa di quelle standard.

E già che l’abbiamo citato, tiriamo fuori quello che con tutta probabilità è l’altro argomento scomodo per tantissimi altri giocatori: le battaglie SOS e ciò che ne consegue. Il sistema di richiamo tra pokémon selvatici durante una lotta ha reso estremamente tediose alcune sessioni di cattura, in particolare per la strana scelta da parte di Game Freak di permettere ad un mostriciattolo di attaccare e chiamare aiuto nello stesso turno. Questo problema avrebbe forse potuto essere arginato con semplicità, permettendo la cattura di un pokémon anche qualora ce ne sia più di uno. Proprio in presenza di molteplici creature si manifesta l’altro grande problema di settima generazione, nientemeno che le tanto temute limitazioni hardware che sfociano inevitabilmente in sgradevole lag – avete già constatato che incubo possano essere le battaglie in quattro?

Caratteristiche tecniche e qualche piccolo rimpianto

Il fatto che i giochi si siano evoluti al punto da risultare troppo pesanti per il 3DS non è però da intendere come qualcosa di puramente negativo, anzi, si tratta pur sempre di una console con qualche annetto sulle spalle ed è innegabile che il netto salto di qualità con Pokémon Sole e Luna lo si percepisce chiaramente anche a livello visivo. Comparto grafico, per l’appunto, che ci ha conquistati appieno: il nuovo stile del mondo Pokémon ci fa impazzire ed esalta ancora di più alcune novità volte a snellire un gameplay fino a poco tempo fa troppo legato al passato, dal mitico Poképassaggio (forse eccezione fatta per il volo, purtroppo non gestibile manualmente) ad attività secondarie, ma per certi versi indispensabili, come il Pokérelax e il Pokéresort. Ecco, se dovessimo ammettere di sentire la mancanza di qualcosa della scorsa generazione, sarebbe proprio il Super Allenamento Virtuale che ci spiace non sia stato integrato così com’era anche in Sole e Luna, visto quanto pratico si era dimostrato nel gestire la crescita del proprio team. Ma si sa, con nuovi titoli qualcosa di guadagna e altro si perde!

Zero rimpianti e tanta goduria per tutto ciò che riguarda il comparto sonoro: le musiche di Pokémon Sole e Luna sono fantastiche, alcune (come il tema di Iridio e quello dei Tapu guardiani) paiono confezionate apposta per infiltrarsi nei nostri cervelli e non uscirne mai più! Ogni motivetto accompagna una porzione di viaggio e si presta ad essere complementare al fascino delle città visitate, delle grotte da esplorare, di altari nel cuore della foresta, vulcani, zone ghiacciate e chi più ne ha più ne metta. Constatato quindi che possiamo usufruire di una colonna sonora perfetta per andare a caccia di pokémon, soffermiamoci un attimo anche su questo: che dire del pokédex di Alola? Non il Rotomdex, quello di sicuro lo amate tutti!

La regione offre un elenco di mostriciattoli davvero interessante e sono proprio i nuovi pokémon a prendersi il merito di ciò, forti di una caratterizzazione davvero pronunciata e quasi mai fuori posto. Davvero, in un pokédex di oltre 300 esemplari ed un totale di circa 80 mai visti prima, si fatica quasi ad estraniare qualche specie particolarmente brutta. Azzeccatissimo il concept dei Tapu, venerati dagli abitanti di Alola e quindi parte integrante delle loro vite; molto intelligente la presentazione di determinati mon legati alla storia e con i quali si finisce per stabilire un legame a volte speciale, nel bene e nel male.

Unica pecca: troppi, troppi pokémon d’acqua provenienti dalle prime generazioni!

Verdetto finale!

Si potrebbe parlare ancora molto di quante altre peculiarità rendano Pokémon Sole e Luna dei giochi unici nel loro genere: dal buffo Team Skull alla presentazione di diversi personaggi cameo dal passato, ad un postgame molto più curato del solito e stavolta figlio della trama stessa del gioco, in grado di preparare il terreno in attesa di nuovi progetti legati alla settima generazione. Sole e Luna sono dei giochi meravigliosi a cui dovreste concedere una chance anche qualora la serie Pokémon non sia tra le vostre maggiori priorità, capaci di trasportarvi in una regione dal cuore pulsante e che, a dispetto di un paio di lacune e qualche passo falso, non potrete fare a meno di adorare in ogni sua sfacettatura. Ora come allora, viva i Pokémon!

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