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Inquisitor, il gioco che uccide i casual

Esistono alcuni momenti in cui gli sviluppatori decidono, probabilmente illuminati da idee malsane o crudeli, di dare un consistente power-up alle dinamiche di un videogioco in produzione in modo da incrementare notevolmente il livello di difficoltà dello stesso, così che il giocatore possa rallegrarsene dando testate ai muri, oppure provando a tagliare un qualche sbocco venoso con l’ausilio del supporto fisico DVD. Inquisitor è un titolo che vede la luce qualche anno fa e una localizzazione vera e propria soltanto nel mese di Settembre, riportando alla luce una tipologia di RPG che stava andando in rovina: l’hardcore, o per meglio dire, i giochi di ruolo destinati a persone decisamente dedite al genere.

Siano quindi avvisati i casual gamers, perché Inquisitor non è sicuramente il titolo adatto a loro.

Per chi invece fosse intrigato dalle sue dinamiche, vediamo di capire in cosa consiste. Dopo una breve introduzione ci viene fornita la possibilità di creare il personaggio protagonista, di affibbiargli una classe d’appartenenza ed anche un orientamento magico. Il tutto influisce enormemente sulle caratteristiche dell’avatar e sulle stesse missioni che si dovranno di volta in volt affrontare, suggerendo quindi di prendersi un minimo di tempo per ponderare quali siano tutte le soluzioni a propria disposizione. Mitologia medievale e non, che accompagna un gameplay profondo caratterizzato da presenza di un obbligato party dalle dinamiche piuttosto variegate. Il combattimento non è gestito in prima persona e si limita a fornire pulsanti di avvio della battaglia, che procederà quindi in automatico senza dover ogni volta essere pronti ad impartire ordini al proprio team. Questo semplifica enormemente le sessioni di uccisione, e risulta vitale in quanto altri punti di Inquisitor non sono per nulla semplificati: primo su tutti la quantità di informazioni e la loro reperibilità, che risulta piuttosto scarsa anche a causa di un diario riassuntivo non proprio ottimale. Se si aggiunge un livello di difficoltà generale piuttosto alto, viene da se constatare come questo gioco non possa umanamente catturare le simpatie di ogni giocatore, anzi, risulta proprio un titolo di nicchia.

Inquisitor, il gioco che uccide i casual, 5.0 out of 5 based on 1 rating

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