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Max Payne 3: ulteriori aggiornamenti

Si era già parlato di come il brand di Max Payne sarebbe stato soggetto ad una rinascita.

Quel che mancava era un quantitativo decente di info riguardo al titolo stesso: ormai Rockstar ha rilasciato abbastanza dettagli per poterli racchiudere in un succoso aggiornamento, quindi proseguiremo nell’analisi di uno degli action più promettenti di questa generazione.

Premessa: il restyling del protagonista ha diviso la critica sin dalla diffusione dei primi screen via internet.

Personalmente sono d’accordo con chi sostiene che il fascino di Max Payne si possa perdere ora che al suo posto vi è un omaccione muscoloso e con una spiccata propensione alla calvizia: mi piaceva il fascino dell’originale, ma non è detto che questo debba esser necessariamente un fallimento.

L’ambientazione è del tutto innovativa se si considera i precedenti capitoli, ritrovandoci catapultati in una San Paolo dai toni realistici.

Il motivo di queste due scelte tecniche è presto spiegato: gli sviluppatori hanno deciso di donare alla saga una progressiva evoluzione e di puntare al concetto di noir non più tramite paesaggi cupi e colori sempre tendenti al grigio/nero, ma riconducendo tali sensazioni ad un simile sviluppo riguardante la trama.

I cosiddetti NPC saranno curati nel minimo dettaglio, anche grazie ai centinaia di modelli raccolti durante la creazione del gioco e basati su persone vere, sottoposti per l’occasione a provini di candidatura.

Ovviamente c’è da aspettarsi il ritorno del Bullet-Time Mode, che in un certo senso ha contribuito enormemente a rendere la serie di Max Payne una tra le più conosciute ed apprezzate tra gli appassionati del genere: la figura di Max è però mutata e dopo problemi con alcolici ed antidolorifici, ormai si limita ad essere una sorta di bodyguard per famiglie ricche del posto e rinnega il suo passato da membro della polizia.

Infine, maggiore attenzione verrà fornita ad un contrasto (enfatizzato dalla cornice di San Paolo) tra le due realtà opposte che sono ricchezza e povertà, portando il protagonista ad essere visto in cattiva luce specialmente da quest’ultima.

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