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La pirateria è prodotto dei nostri sentimenti?

la pirateria mod

Ne è passato di tempo dal nostro ultimo articolo dal titolo equivoco!

Come avrete potuto intuire, oggi si torna a parlare di un argomento alquanto delicato: la pirateria, ma con un approccio diverso dal solito. Ad oggi [giovedì 14 gennaio 2016] il popolo internettiano recita: la pirateria è un fenomeno ormai in declino, i servizi in abbonamento hanno sconfitto l’atto del download illegale ed è questione di un paio d’anni prima che lo sciacallaggio non autorizzato di file sparisca dalle scene. Non possiamo che essere felici di questo: il termine pirateria si traduce spesso in un appropriamento selvaggio di prodotti su cui vige un costo senza che tale costo venga soddisfatto, e questo è sbagliato. Sbagliato perché non supporta i creatori del prodotto in alcun modo, sebbene pensare che “una copia piratata” = “una copia venduta in meno” sia risultato di un’analisi poco approfondita da parte del consumatore. Una copia piratata di un software di gioco (così come di una traccia musicale, di un film e così via) è probabilmente tale perché l’utente in questione non l’avrebbe mai acquistata al prezzo a cui viene venduta, risultando in un cliente perso per l’azienda a prescindere dall’atto di pirateria. Come si è arrivati quindi ad un calo dei download illegali, ammesso che sia vero? Molto semplice: le aziende si sono dovute adeguare offrendo servizi in grado di competere con ciò che la pirateria ha da offrire. Così nascono Steam, Spotify, Netflix e compagnia bella: un enorme catalogo musicale a cui poter accedere in qualsiasi momento, 10 euro per un abbonamento mensile che offre infinite serie tv, una miriade di giochi venduti a pochi spiccioli: così pochi che non vale neanche più la pena di prendere in considerazione il download illegale, o almeno l’idea di base è quella. Che senso ha scaricare a costo zero un determinato gioco, consapevoli che si tratta di un atto illegale, nel momento in cui mi è possibile acquistarlo su Steam per 1,49 euro ed aggiungerlo ad una comoda libreria? Costa come un caffè!

Comoda libreria… costa come un caffè… c’è un qualcosa di molto curioso in questo ragionamento.

Siamo sicuri che la pirateria sia stata combattuta con l’abbattimento dei costi? E se tutto questo sistema facesse invece leva sul combattere un sentimento, un comportamento umano con un uno spesso più incisivo? Il gioco lo si pirata spesso spinti da desiderio irrefrenabile di possederlo, a volte con minore interesse ma mossi dalla curiosità in quanto si tratta di un prodotto di cui tutti stanno usufruendo: parliamo quindi di gola (per così dire), avarizia (in quanto non si vuole soddisfare il costo del prodotto) e per certi versi, invidia. Come fare a contrastare questo mix di emozioni? Si sfrutta qualcosa di ancora più imprescindibile per l’essere umano: il senso di pigrizia. È la pigrizia l’arma scelta per contrastare la pirateria. Molte, moltissime persone hanno scelto di abbandonare il download illegale non a causa di una conversione spirituale improvvisa, ma perché acquistare un gioco su Steam costa poco (incentivo) ed è infinitamente meno dispendioso in termini di tempo del partire alla ricerca di un torrent, sperare che funzioni, scaricare relative patch e mod. Argomento di certo aperto a discussioni, si potrebbe controbattere che nel 2016 non sia così difficile procurarsi i download giusti se si vuole piratare ad ogni costo – verissimo, ma si tende a sottovalutare quanto pigre le persone possano diventare. Il download tramite un click ha un fascino per alcuni talmente imbattibile, che la pirateria non rende più giustizia al valore che si attribuisce al nostro tempo libero.

Insomma, la pigrizia che spingeva a piratare contrastata dalla pigrizia di quanto semplice è divenuto procurarsi ciò che desideriamo per vie legali. Ironico, vero? Paradossalmente, se un giorno venisse scoperto un metodo inerente alla pirateria ancora più comodo degli attuali servizi in abbonamento… altrettante persone cadrebbero nuovamente in tentazione. Perché se c’è una cosa alla quale è difficile resistere, è farsi coccolare mentre l’utente apporta minimo sforzo al conseguimento di un qualcosa. Chi sceglie la via facile c’è sempre stato, c’è ancora e ci sarà sempre: allo stesso modo, la pirateria è arginabile ma difficilmente debellabile. La pirateria siamo noi e le nostre emozioni, facciamo il suo bene ed anche il suo male. Si tratta di un discorso tanto delicato quanto complesso perché riflesso di noi stessi: prestare un gioco ad un amico determina che egli lo abbia piratato in quanto giocato gratuitamente? I modder sono condannabili per la diffusione di file non autorizzati o elogiabili per l’aver posto soluzione a diversi problemi sofferti da giochi al lancio? Dove inizia e finisce il sottile limite che inquadra la legalità del gesto? Resterà per sempre un giudizio soggettivo, possiamo assicurarvelo. Ci sono persone che piratano musica ma non giochi, o viceversa, e non sanno neanche loro il perché. Ci sono i collezionisti, spinti dal desiderio di possedere materialmente quello che acquistano e che per questo rifiutano ogni forma di abbonamento, inquadrato come un servizio di noleggio che nulla lascia al fine della sottoscrizione.

In quanti rifiutano il conveniente abbonamento al Playstation Store perché vogliono i loro giochi su supporti fisici? Si rendesse possibile “piratare” versioni fisiche dei giochi, e qualora mancasse la moralità di cui parlavamo prima, forse non poca gente si preoccuperebbe solo di aggiungere quel nuovo pezzo alla propria collezione, non importa come. D’altronde, ciò che viene definito come magheggio altro non è che una versione di questo pensiero applicata per vie legali, e meno male!

Concludiamo questa lunga e strana riflessione sull’argomento pirateria incoraggiandovi sempre a non aderire a tale fenomeno a prescindere dalla situazione, ricordandovi che parliamo di beni non necessari (di lusso, se vogliamo) che guadagnarsi col sudore della fronte spesso fa godere infinitamente di più. Lasciate perdere tasse sull’acquisto, salti mortali per magheggi, crociate contro titoli deludenti e tenete sempre a mente il perché questo media esiste: sfruttatelo per divertirvi!

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