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From Dust: recensione del titolo

Esperienze di gioco come quella offerta da From Dust non capitano spesso.

Si tratta infatti di un titolo particolare che devia dalle solite dinamiche dei giochi odierni e cerca di dare un tocco onirico ad un gameplay piuttosto originale: un po’ come accade anche in Flowers, per chi ha avuto la fortuna di provarlo su PS3.

Eric Chahi è la mente che si cela dietro a tale progetto e questo dettaglio non ha potuto che farmi sorridere e ripensare ai momenti della mia infanzia spesi su un altro capolavoro del medesimo autore francese, ovvero Another World: in questo caso non ci si trova però di fronte ad una trama cupa e dai toni prevalentemente dark per far spazio ad un clima ben più rilassante e tranquillo.

Il gameplay è chiaro fin da subito: non si ha controllo diretto dei protagonisti ma dell’ambiente circostante.

Il giocatore verrà immerso nei panni di una vera e propria divinità e suo compito sarà quello di condurre la piccola tribù sulla quale veglia a prosperare nelle varie isole che sarà possibile raggiungere: essendo capaci di decidere secondo il libero arbitrio non si potrà ordinare nulla ai selvaggi in modo diretto ma sarà invece possibile modificare la morfologia delle varie aree.

Il motivo è semplice: avere diretto controllo su elementi come aria, terra e lava permette di modificare l’ambiente circostante e di creare passaggi o aiuti di carattere naturale di cui prima non era possibile usufruire.

Doti come creatività ed ingegno risultano fondamentali al fine di apprezzare al meglio From Dust.

La gestione degli elementi naturali non ha apparenti limiti, tranne quando si tratta del dover avere a che fare con rocce (impossibili da spostare) o con il mare che delinea in modo invalicabile i confini entro cui poter agire indisturbati.

O meglio, non proprio indisturbati.

Più che saltuariamente si presenteranno infatti fenomeni e catastrofi naturali come eruzioni, cataclismi marittici e così via: il compito del giocatore è gestirne al meglio gli effetti e prevederne le conseguenze in modo da preservare la tribù anche grazie all’aiuto di poteri speciali, conferiti dai totem sparsi per le varie isole.

Punto a favore per quanto riguarda la realizzazione grafica, davvero molto d’effetto e convincente.

Ciò che potrebbe rappresentare un ostacolo è invece la noia che sale col progredire nel gioco a causa della mancanza di innovazione: vista la non elevatissima longevità del titolo è comunque un dettaglio che assume importanza marginale e non compromette di molto il fascino di From Dust.

 

 

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