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Embodiment of the Scarlet Devil: recensione e pareri sul titolo

Avendo precedentemente introdotto la serie di Touhou, vorrei ora entrare nello specifico parlando del capostipite di tale progetto per quanto riguarda le piattaforme Windows.

Embodiment of the Scarlet Devil apporta sostanziali migliorie al sistema di gameplay dei precedenti giochi, impostandosi come uno dei vertical shooter più artistici di sempre. Sarà possibile iniziare la propria avventura nelle vesti di uno dei due personaggi disponibili, entrambe con proprie peculiarità per meglio adattarsi allo stile di gioco dell’utente.

Entrando più nello specifico, Reimu Hakurei e Marisa Kirisame: mentre la prima è ideata per giocatori che sfruttano un ampio raggio d’azione a discapito della potenza finale dei propri attacchi, la seconda è caratterizzata da un output di danno ed una velocità superiore sacrificando però l’estensione dell’area in cui i proiettili di luce andranno a depositarsi.

Obiettivo del gioco è in sostanza il sopravvivere il tempo necessario a portare a termine ogni stage proposto, ritrovandosi ad affrontare alla fine di ognuno di essi il boss finale di turno. Semplice? Non esattamente.

Indipendentemente dalla difficoltà impostata prima di iniziare la propria avventura, non mancheranno momenti in cui l’intero schermo verrà invaso da veri e propri mosaici di fasci di luce, che per quanto possano essere esteticamente favolose al contatto risulteranno anche letali. Necessario quindi possedere una buona dose di riflessi, soprattutto nelle modalità avanzate.

Per quanto infimo possa esserne il conoscerne gli sviluppi data la natura del titolo, anche questo Touhou è dotato di una trama di base: verremo trasportati nel pieno periodo estivo, in un’incantevole porzione del regno di Gensokyo. Tutto tranquillo, se non fosse per l’apparizione di una misteriosa nebbia rossa tanto fitta da riuscire ad oscurare del tutto la luce del sole.

Mentre Marisa coglie l’occasione come una deliziosa opportunità per sottrarre potenti artefatti magici a chiunque sia responsabile del fenomeno, Reimu considera un ordinario compito da servitrice il dover investigare sui recenti avvenimenti in cerca di una soluzione. Diversi obiettivi, stesso percorso: sebbene i due personaggi siano molto differenti fra loro, il loro cammino risulterà essere il medesimo e sfocierà in un violento scontro con l’artefice della calamità rossa.

 

 

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