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Dragon Quest VIII 3DS: la nostra recensione (spoiler free!)

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Questa è sicuramente una di quelle recensioni alle quali chi vi scrive tiene particolarmente, un po’ perché si tratta di Dragon Quest, una delle mie serie preferite in assoluto, un po’ perché questo ottavo capitolo in particolare è forse quello che gode di maggior popolarità qui da noi. Dragon Quest VIII: L’Odissea del Re Maledetto, nessun bisogno di nuova denominazione per comunicare che si tratta di qualcosa a metà tra remake e porting, d’altronde il nome originale è un bel ricordo per tutti!

C’erano una volta un regno maledetto ed un giullare…

La trama è grossomodo sempre quella ed eviteremo di parlarne nel dettaglio per evitare qualsivoglia spoiler non desiderato: la ricerca di Dhoulmagus, il malefico giullare che ha scagliato una terribile maledizione sul regno di Trodain riducendolo ad un cumulo di rovi, è ciò che spinge il nostro eroe e la sua combriccola ad intraprendere un incredibile viaggio disseminato di difficoltà. Lungo la strada, come da tradizione per un Dragon Quest che si rispetti, dovremo inoltre approcciarci alle problematiche che affliggono le città visitate ed i loro abitanti, quasi sempre frutto del passaggio dello stesso Dhoulmagus.

Nulla da aggiungere quindi, la componente narrativa è solida ora come lo era ai tempi e se non vi bastasse ciò che viene raccontato durante la storia principale, troverete la pace dei sensi in un post game decisamente meglio strutturato di quello offerto dal recente Dragon Quest VII. Si narra anche di finali alternativi ed inediti per questa versione 3DS, ma per quanto ne concerne preferiamo lasciarvi col pieno piacere della scoperta – dopotutto, non vorrete mica rovinarvi la sorpresa!

Dragon Quest e la portatilità

Incredibile a dirsi, anche un capitolo come l’ottavo può funzionare su console portatile. Eccome se funziona. Le modifiche di cui si prese atto con la presentazione di Dragon Quest VIII su mobile hanno infatti snellito considerevolmente tanti aspetti tediosi della versione originale: è ora possibile velocizzare le sequenze di battaglia, decidere se intraprendere uno scontro o meno grazie al sistema di incontri su mappa, non vi è tempo di attesa per il processo di creazione del pentolone alchemico e, per quanto il sottoscritto non vi abbia mai fatto affidamento, potete contare anche su una funzione di salvataggio rapido.

L’assenza di musica orchestrale non è poi così marcata come si pensava, l’esperienza a livello sonoro risulta comunque godibilissima anche se potrebbe rendersi necessario munirsi di auricolari per trarne il meglio, insomma, il solito.

Le novità che non ti aspetti

Anche qui con piacevole sorpresa, bisogna ammetterlo, le novità introdotte rispetto alla versione PS2 sono davvero tante e proprio per questo viene comodo riassumerle in un pratico elenco. Troviamo quindi, in rigoroso ordine sparso:

  • Due nuovi personaggi giocabili, Red e Morrie, presentati nei trailer di lancio;
  • Nuovi e potenti affamigerati mostri sparsi per il mondo di gioco;
  • Nuove categorie d’armi pensate appositamente per i personaggi di cui sopra;
  • Un nuovo rango per l’Arena dei Mostri contraddistinto da una brutale difficoltà;
  • Un nuovo dungeon in post game ed una sorta di modalità  Boss Rush;
  • Nuove ricette alchemiche e nuovi costumi per i personaggi;
  • Un incremento delle minimedaglie e delle ricompense per la loro raccolta;
  • Una nuova sidequest, il Codice di Cameron, che ci accompagna per tutta l’avventura.

Di quest’ultima feature in particolare, si potrebbe parlare per ore: si tratta a tutti gli effetti di una delle aggiunte più gradite e poliedriche per natura, disponibile sin dal nostro primo arrivo a Porto Prospero. Cameron Obscura è un nuovo NPC che ci incaricherà di scattare foto ai soggetti più disparati, facendo affidamento al nuovo sistema di scatto istantaneo che il gioco offre – basterà infatti premere il tasto Start per attivare la Camera Mode, fare qualche foto, accedere al nostro album personale e modificarle con filtri, cornici e tanti altri effetti speciali che sarà possibile sbloccare portando avanti la quest.

Proprio come per le minimedaglie, a completamento delle tessere che ospitano i timbri per le foto consegnate il buon Cameron elargirà ricompense degne di nota, da equipaggiamento non ottenibile in altro modo ad utili oggetti di consumo. E, tralasciando il concetto di quest in sé, state sicuri che la  possibilità stessa di scattare foto e modificarle farà sì che, passata qualche ora, vi accorgerete di esserne assuefatti. Se inoltre vi sentite in vena di condivisione, l’account Twitter di Nintendo ha inaugurato proprio di recente l’hashtag #DragonQuestPhotos col quale potervi sbizzarrire, unico limite la fantasia!

Ultimo ma non meno importante, un piccolo appunto per quanto riguarda la questione DLC.

I contenuti aggiuntivi con distribuzione a cadenza settimanale erano stati parte della campagna pubblicitaria del gioco da parte di Nintendo, purtroppo ferma ad oggi e mai avviata in quanto sono sorte delle complicazioni tra team di sviluppo e publisher. Se l’iniziativa è da considerare perduta per sempre o verrà rilanciata in futuro, solo il tempo potrà dircelo.

E il verdetto è…

Il Dragon Quest più amato dagli italiani non può che tornare a stupire anche dopo un decennio buono, magari con una grafica meno spaccamascella per esigenze hardware (neanche più di tanto) ma forte di una valanga di contenuti inediti che non vedono l’ora di essere provati. Promosso a pieni voti con piccolo rammarico per i DLC, cosa aspettate a comprarlo?

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