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Chantelise: recensione ed opinioni

Torniamo a parlare di giochi che affondano le radici in territori disabitati: ennesimo esponente della categoria doujin-games, Chantelise – A Tale of Two Sisters riprende in parte le meccaniche di sviluppo già apprezzate in Recettear mixandole però in un ambiente alquanto diverso dal sopracitato RPG-gestionale.

Ironicamente, da Recettear trae anche l’origine del titolo: Chantelise è infatti la combinazione dei nomi delle due protagoniste del gioco, su cui si basa la trama stessa.

Chante è vittima di una sorta di incantesimo che l’ha tramutata in una creatura fatata, e al fianco di Elise tenterà di porre rimedio a tale mutazione cercando una fittizia figura riconducibile a quella di una strega, che si vocifera possa davvero annullare la maledizione.

Il gameplay si basa sul classico sistema di esplorazione lineare dei dungeon che vengono proposti di volta in volta, arricchiti da quello che secondo me dovrebbe contraddistinguere tutti i giochi classificabili in questo genere: l’esplorazione in terza persona.

Nessuna schermata di combattimento a turni quindi, in quanto il titolo stesso è nato per offrire scontri in real-time contro creature spesso molto più corpulente e massicce della povera Elise.

Presenti ed apprezzati anche alcuni elementi tratti direttamente dal genere platform, che non rivoluzionano certo i canoni videoludici odierni ma contribuiscono ad arricchire l’esperienza offerta da Chantelise nel suo complesso.

Con il proseguire del gioco ho notato un piccolo dettaglio già riscontrato altrove: come accade nell’ormai storica serie di Dynasty Warriors (che personalmente non è mai riuscita ad attrarmi per quanto propenso fossi a gustarne le migliori qualità), spesso la quantità di nemici su schermo è davvero a livelli folli e da il via a vere e proprie sessioni di massacro più che di esplorazione del territorio circostante.

Nulla di negativo, visto che a differenza del caso sopracitato qui si può fare uso dei drop-items accumulati dai vari nemici: concedetevi quindi al combattimento sfrenato, in quanto non può che portare benefici.

Lode al comparto grafico che pur non essendo al pari di produzioni odierne risulta comunque gradevole, se non fosse per una distruttiva se non atroce gestione delle angolazioni che mina in modo irreversibile anche i semplici spostamenti, figurarsi le battaglie.

In definitiva, consiglio Chantelise ai nostalgici del genere di riferimento ma anche a chi cerca un prodotto senza grosse aspettative, che possa comunque divertire il giocatore e magari sottoporlo ad un livello di sfida che non è proposto in molte produzioni dei giorni nostri.

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