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Bravely Default, capolavoro retrò dei giorni nostri?

Bravely Default

Grazie ad una demo piuttosto corposa ed accesso ad una versione giapponese che ci illustra grossomodo quel che serve sapere, eccoci a parlare di Bravely Default a davvero pochissimo dalla data d’uscita ufficiale per noi europei, che ricordiamo essere il 13 Dicembre. Un titolo che già ora ha monopolizzato l’attenzione degli appassionati di giochi di ruolo su console e che spesso viene citato come l’alternativa che tutti aspettavano al cambio di impostazione subito dai capitoli recenti di Final Fantasy. Beh, il gusto retrò c’è ed è innegabile, vediamo cos’altro può regalarci.

Premettendo che la versione occidentale è una riedizione del titolo originale contenenti alcuni extra – e su questo andremo a soffermarci in un secondo momento – le fasi iniziali sono le medesime anche per noi: grazie all’ausilio delle dinamiche per la realtà aumentata e della nostra console si viene catapultati nel mondo di gioco in cui è quasi immediato l’incontro con i nostri protagonisti, un quartetto che forse potrebbe sembrarvi anonimo ma al quale potrete affezionarvi in breve tempo. La storia, evitando spoiler di qualsivoglia genere, non è delle più epiche: si è visto di meglio, ma il metodo narrativo a cui Bravely Default ricorre è probabilmente ideale in congiunzione ad un’esperienza di gioco che non brilla per trama ma offre un buon livello su ogni caratteristica, dal gameplay alla colonna sonora. E proprio le musiche meritano una menzione d’onore in quanto accompagneranno ogni momento della nostra giocata con una varietà di toni apprezzabile che spazia da classico ad orientale.

La personalizzazione dei nostri compagni d’avventura avviene tramite un sistema di job: molto, molto simile a Final Fantasy III.

Il che è un bene, o almeno così è da noi recepito: ogni job ha i propri pregi e difetti, e la sinergia delle varie classi unite in unico team è ciò che permette di uscire vittoriosi dalle battaglie. Sarà possibile anche ricorrere all’aiuto di amici in possesso di una copia del gioco, potendo letteralmente trasferire il personaggio ad essi legato nel proprio salvataggio e facendolo partecipare al susseguirsi di scontri: una feature molto simpatica ma che assicuriamo essere del tutto opzionale, così come il poter accedere a microtransazioni che permettono di ottenere alcuni oggetti utili, nel caso in cui se ne sentisse il bisogno. Proprio in queste meccaniche opzionali rientra anche la gestione della difficoltà, voluta fortemente dai fan orientali ed inclusa nella versione migliorata di Bravely Default, su cui si basa quella che approderà in occidente. Poter accedere in qualsiasi momento al menu di gioco è una funzione molto utile che i giocatori hardcore potranno ignorare, avvicinandosi di più all’esperienza di gioco offerta dalla prima versione del software. Perché includere un’opzione di questo tipo? Semplice, Bravely Default tiene alto lo spirito del genere videoludico a cui fa riferimento proponendo una curva di difficoltà che non strizza l’occhio al giocatore neofita, e che molti potrebbero trovare un ostacolo al fine ultimo di poter godere appieno del gioco. Oh beh, come si suol dire: ognuno lo giochi come preferisce.

In definitiva, un titolo che bisogna assolutamente provare perché ha mille e più spunti per conquistare il giocatore, garantito.

 

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