De-SOPA: una add-on per Firefox contro i filtri DNS di SOPA




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Quando non riesci a risolvere un problema nonostante i molti tentativi effettuati, cambia radicalmente il tuo approccio all’ostacolo. Questa è una delle molte idee che hanno fatto la fortuna di Sveve Jobs e lo hanno reso ricco e famoso. A ben guardare, questa massima sembrerebbe essere semplice e quasi scontata ma quasi mai viene seguita nella vita reale.

Il caso della nuova legislazione antipirateria -SOPA-, attualmente in discussione al Congresso americano, è la prova di quanto sia difficile, anche ad alti livelli, fare autocritica e cercare di risolvere in maniera innovativa l’annoso problema della tutela del copyright. Ancora una volta il legislatore sta cercando di tutelare la proprietà intellettuale attraverso un sistema di sanzioni e divieti che potenzialmente introducono una censura di fatto sui contenuti della rete.

Prima ancora di nascere SOPA già rappresenta l’ennesimo esempio fallito di regolare l’utilizzo di internet. In particolare ci si riferisce al filtro che la suddetta legislazione vuole introdurre a livello di DNS contro i siti rei di infrangere la normativa sul copyright. La battaglia, ancora ufficialmente non iniziata, già lascia intravedere che ancora una volta non ci saranno nè vinti nè vincitori anche perchè è già pronta una add-on per Firefox, chiamata De-SOPA, che annullerà in gran parte il filtro imposto per legge.

La add-on in questione infatti agisce a livello degli indirizzi permettendo la visualizzazione dei siti internet attraverso gli IP senza utilizzare i DNS. Certamente non tutti i siti sono tecnicamente pronti ad essere visualizzati attraverso gli IP ma possiamo stare certi che i primi ad adeguarsi saranno proprio quelli contro cui SOPA si rivolge.

Inoltre si può sempre utilizzare l’add-on The Pirate Bay Dancing a suo tempo sviluppata quando Pirate Bay è stato messo fuori legge da alcuni Stati. Gli anni passano ma la situazione non sembra evolvere. Da una parte i pirati continuano le loro scorrerie, dall’altra le major, con l’appoggio di vari legislatori non sempre perfettamente ferrati sulla materia, cercano di contenere i danni reiterando le stesse tecniche di contrasto che ad un’analisi costi-benefici, appaiono socialmente troppo onerose in considerazione dei risultati raggiunti.

E’ mai possibile che al momento l’unica novità oggi veramente degna di una discussione provenga da un’azienda privata come Apple che, in alcuni Stati, con il suo servizio Apple Match per iTunes, ha di fatto offerto una possibile sanatoria e contestuale regolamentazione giuridica della materia?





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