Sei in
Home > Microsoft & altri mondi > Byte ribelle > Il paradosso dell’informazione

Il paradosso dell’informazione

Premessa: questo articolo è una fedele traduzione di alcune parti di un altro articolo in madrelingua francese, della quale condivido pienamente il pensiero e le opinioni.

Oggi è facilissimo tenersi aggiornati sugli eventi attuali e reperire notizie. Ed al tempo stesso, è facile essere più disinformati!

Il motivo è semplice: non sappiamo riconoscere l’informazione dall’attualità.

L’attualità è quell’insieme di notizie che vi arrivano spesso sul vostro smartphone, per esempio:

Twitter, Facebook, Snapchat, gli altri vari social network ed internet stesso hanno permesso ad ogni persona di questo mondo (o quasi) di pubblicare qualcosa.

Risultato: siamo inondati di dati ed informazioni, ma non sappiamo interpretarli! Che sia per pigrizia o limite intellettuale, spesso non si va oltre il link all’articolo e ci si accontenta di leggere 2 / 4 righe.

Cosa è successo ?

Una delle cause è la mancanza di contenuti originali. Il copia incolla di un articolo che è uscito qualche minuto / ora fa, va di moda non l’avete mai notato ? Quindi, cosa spinge un giornalista nel fare ciò ?

Ecco la risposta (tradotta liberamente dall’articolo originale, n.d.a) : con l’avvento del digitale, i vari TG / giornali / blog (?) non hanno più interesse nel creare l’informazione, ma devono essere i primi a fornirla / pubblicarla.

Il miglior esempio, il caso Snowden : in meno di 2 ore, tutti i siti di attualità e le altre testate giornalistiche avevano ripreso e pubblicato lo scoop uscito sul giornale Le Monde e l’Agence France-Presse.

Raccogliere e pubblicare per prima le informazioni, anziché produrle, permette ai media di arrivare a maggiori audience e quindi di vendere più pubblicità… abbassando i costi ed il tempo speso per fare una vera inchiesta. Quindi si risparmia pure sul giornalista !

Guardacaso, nel grafico precedente viene messo in evidenza come l’originalità dell’articolo sia minore man mano che il tempo passa.

Il semplice fatto di non verificare l’informazione mette a rischio l’affidabilità dell’informazione stessa. Ed infatti, il voler correre per pubblicare per primi una notizia, porta a molti errori, che trasformano la notizia stessa in fake news.

Il presidente Trump è lui stesso un macchina da fake news, visto la quantità di errori presenti nelle sue dichiarazioni.

Se siamo sopraffatti di notizie, è perché i media devono occupare ogni ora libera, rispettare il format, anche quando non ci sono notizie: chiamiamola l'”arte nel riempire il vuoto”.

L’altra causa del dilagare della disinformazione è il nostro rapporto con l’informazione. I social network veicolano un flusso di attualità continuo e sempre disponibile. Il che non ci rende ben informati, anzi, noi stessi dovremmo informarci meglio su ciò che accade.

Precisamente, dovremmo dare poco peso all’attualità (buzz, saga, anedotti e fatti diversi) per concentrarci sull’informazione vera e propria (scienze, analisi, comprensione e teoria).

Informarsi oggi richiede disciplina: bisogna confrontare le fonti, analizzare i dati, fare ricerche… Bisogna prendere il tempo di fare tutto ciò, soprattutto con gli argomenti più importanti.

Come mai questo tipo di articolo è presente sul nostro blog ?

Semplicemente perché l’informazione italiana è pessima e unica nel suo genere nell’infangare notizie e persone.

I media non solo altro che mitragliatori di fake news e la vera informazione è rara. La Polizia Postale non è la soluzione alla situazione machiavellica in cui ci ritroviamo. Ed il cittadino non fa altro che disinformarsi allegramente, visto che informarsi oggi non è alla moda.

Top