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[EDITORIALE] La tossicità dei cellulari – analisi batteriologica

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Arriviamo quindi all’ultima parte di questi editoriali sui cellulari: la contaminazione batterica. Una domanda comune che il profano di microbiologia può capitare che si ponga, specie in periodi in cui i mass media riportano notizie allarmanti e spesso infondate su “batteri killer” nei cetrioli o su virus responsabile di SARS, aviaria, “suina” o varie epidemie “di turno”. Quanto vivono i batteri sulle mani e sulle superfici esterne all’organismo: ad esempio nei fazzoletti di carta, sulle superfici di vari oggetti, ecc?

E’ ovvio che il quesito in questione faccia riferimento soprattutto alla sopravvivenza dei batteri patogeni, cioè in grado di provocare infezione, su superfici inanimate, e alle potenzialità di essere trasmessi. Questo argomento è particolarmente rilevante soprattutto in ambito sanitario, dove le superfici contaminate possono essere la sorgente per la trasmissione di batteri potenzialmente patogeni al personale sanitario e a pazienti suscettibili. Nell’ adozione di strategie che siano efficaci per la prevenzione e il controllo delle infezioni ospedaliere (elaborazione e implementazione di protocolli per la disinfezione degli ambienti di cura, ad esempio), la persistenza dei patogeni nosocomiali sulle superfici è un parametro molto importante di cui tenere conto. Numerosi studi hanno indagato questo aspetto; le evidenze di cui disponiamo, tuttavia, sono state ottenute in laboratorio, in condizioni sperimentali standardizzate che potrebbero non sempre riflettere le complessità delle situazioni cliniche. Poiché i batteri sono tanti e molto diversi, la risposta al questo quesito può avere solo un carattere molto generale.

E sui cellulari?

Una cosa a cui tutti dovremmo prestare attenzione è la contaminazione batterica dei dispositivi elettronici di uso comune e quotidiano. Uno studio dell’Università dell’Arizona afferma che oltre 10 milioni di batteri vive nelle tastiere, nei dispositivi del computer, sui telefoni e nei telecomandi. Proprio gli ambienti di lavoro, in cui le persone trascorrono gran parte della giornata, rappresentano i luoghi in cui germi e batteri prolificano maggiormente poiché gli apparecchi elettronici vengono molto utilizzati, ma non sono adeguatamente disinfettati. Alcune aziende chimiche hanno sviluppato una serie di detergenti ad azione disinfettante che vantano l’eliminazione quasi totale dei germi che si annidano sui dispositivi elettronici di uso quotidiano, fra cui i cellulari.

Secondo questo studio, il cellulare è un vero e proprio ricettacolo di batteri, ancora di più della tavoletta del WC. Mentre ci impegniamo a disinfettare la toilette di frequente, al telefono cellulare non dedichiamo la stessa attenzione. Esso così passa di mano in mano e da una superficie di 20130504_102750appoggio all’altra, raccogliendo germi, senza che il nostro pensiero si focalizzi particolarmente su di una simile eventualità. Eppure, i batteri presenti sul nostro cellulare non avrebbero proprio nulla da invidiare a quelli presenti sul WC di un bagno pubblico, ai cui sanitari si cerca sempre di avvicinarsi il meno possibile e con la massima cautela. Ad affermarlo sono gli esperti dell’ Università dell’ Arizona, che su alcuni cellulari comunemente utilizzati avrebbero individuato una carica batterica di gran lunga superiore a quanto ci si potesse attendere. Gli stessi batteri, e nelle stesse quantità, sarebbero dunque presenti sia sul nostro cellulare che sulla tavoletta del WC di un bagno pubblico. Il WC del nostro bagno di casa, se disinfettato di frequente, addirittura potrebbe apparire quasi asettico rispetto ad uno degli strumenti con cui entriamo a contatto più spesso nel corso della giornata, sia per motivi di lavoro che di svago. Sempre secondo gli stessi ricercatori, non vi sarebbe però nulla di cui stupirsi. Sia il telefonino stesso che le nostre mani possono entrare a contatto con superfici sporche, portando come conseguenza la diffusione batterica. L’umidità eventualmente presente sulle mani, il calore corporeo e le gocce di saliva che potrebbero entrare a contatto con il cellulare nel corso di una telefonata non rappresenterebbero altro che l’ambiente ideale per la proliferazione dei batteri. Charles Gerba, microbiologo responsabile di aver condotto lo studio in questione, ha sottolineato ancora una volta come la proliferazione dei germi sia dovuta al frequente contatto con la saliva e come la diffusione degli stessi possa avvenire attraverso il passaggio del telefonino da un individuo all’altro. Ad accompagnare il cellulare nel triste primato vi sarebbero, secondo una simile logica, il telecomando, i tablet e la tastiera del PC.20130511_114859

Leggendo questi articoli, ho avuto l’idea di provare non tanto la presenza (ovvia) di microrganismi sui dispositivi cellulari, quanto a verificare se vi fosse una differenza di carica microbica totale e specifica fra cellulari del tipo touch-screen e quelli dotati di normale tastiera. I cellulari touch presentano una superficie piatta e con pochi incavi, mentre quelli con i tasti, presentano tra le scanalature luoghi in cui possono più facilmente annidarsi i germi. Per effettuare questa verifica, si sono utilizzati i metodi analitici previsti per il controllo microbiologico delle superfici.

L’ analisi è stata effettuata su 14 dispositivi di cui 7 touch screen e 7 con i tasti; La metodica originale prevedeva di ritagliare un quadrato di lucido di 10×10 cm. Ho però dovuto riadattare questa misura in quando i telefoni più moderni risultavano rettangolari, e quindi un quadrato non avrebbe potuto coprire la superficie interessata: ho quindi ritagliato e ottenuto un rettangolo 10×5 in modo che si adattasse a tutti i cellulari in analisi. Questo è necessario per dare una certa uniformità ai risultati e avere la stessa area di prelievo qualunque sia il dispositivo. Il alcuni casi (in base alla misura del telefono) capitava di tamponarlo tutto, in altri casi solo una parte ma il risultato non cambia.

Considerazioni e conclusioni:

Tralasciando quindi tutta la metodica che ho dovuto seguire, le tabelle e i calcoli posso affermare che nella media, i cellulari dotati di tastiera presentano una carica microbica totale di quasi il doppio e una contaminazione da Stafilococchi spp superiore rispetto a quelli touch-screen, (presenti anche batteri fecali) i dati ottenuti sembrano perciò avvalorare l’ ipotesi iniziale, ossia che i cellulari dotati di tastiera siano soggetti a maggiore contaminazione microbica proprio per via della loro struttura.

Dopo avere visto che i cellulari e in generale le radiazioni sono in grado di causare mutazioni al nostro organismo che possono trasformarsi in tumori maligni e dopo avere visto quanti batteri si annidano tra i nostri amati cellulari possiamo semplicemente dire che il cellulare è un’ arma a doppio taglio: è si una grande invenzione, permette di stare in contatto a chilometri di distanza, fare fotografie, leggere news e tanto altro ancora ma allo stesso tempo è un potente dispositivo che è in gradi di farci ammalare senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Rinunciare? Impossibile, ormai le radiazioni sono ovunque, se per assurdo dovessimo rinunciare al cellulare elimineremmo solo una piccola parte del male che la tecnologia odierna può fare, dovremmo eliminare computer, forni a microonde, WiFi e tutto quanto tornando cosi all’ età della pietra. L’ unica cosa che possiamo fare è usarlo con cautela e con “cervello”, sapendo cosa causa adottare delle precauzioni, anche banali come non dormirci sopra la notte, o non tenerlo vicino alle parti intime o al cuore, o ancora utilizzare l’ auricolare ed evitare il più possibile le chiamate. Ho trovato una frase, che riassume al meglio e in molto poco tutto il discorso trattato:

Qui è il più grande esperimento epidemiologico che stiamo facendo sulla popolazione

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