Modena adotta l’open source e risparmia 1Mln di euro
Oggi ci sentiamo un po “report” e vi parliamo di comuni virtuosi che grazie all’ adozione di politiche a sostegno del software libero tagliano notevolmente sui costi delle licenze software. Stiamo parlando del comune di Modena, nello specifico l’azione si è concentrata sulla sostituzione dapprima nella sala meacchine, e poi nelle adiacenti aree, di sistemi operativi con licenza commerciale (indovinate un po di chi stiamo parlando) a favore di server Linux.
Con questa operazione il comune si è assicurato un risparmio cumulativo a partire dal 2008 di complessivi 1 Mln di euro, non male vero? Ma l’opera di conversione non si arresta quì, pare infatti che siano già partite le migrazioni per quanto riguarda il passaggio da Microsoft Office alla suite Openoffice.
Un iniziativa lodevole (a prescindere dal colore della bandiera che a noi non interessa minimamente) non trovate?
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Ti posso dire che vedere i ragazzini, usare Linux in biblioteca
è un vero spettacolo…
L’opensource in un tempo di crisi come questo potrebbe aiutare a far risparmiaer tanti soldi anche alle aziende, ma ci sono ancora molti pregiudizi, alcuni come “come fai ad avere la garanzia che funzioni tutto bene”. Io in azienda cerco sempre di spingere per delle soluzioni open, ed in parte ci sono riuscito (relay di posta, proxy). Sull’adozione di OpenOffice ho avuto veramente un indisponenza che ha portato l’azienda a spendere migliaia di euro per avere 40 licenze di Office, tutto solo per non imparare ad usare un programma “diverso”.