What a game needs: il periodo di sviluppo




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Il tempo necessario a partorire un buon titolo è spesso fonte di incomprensioni tra case sviluppatrici e consumatori finali.

Se alcuni brand riescono a conciliare le esigenze del pubblico con la velocità di produzione, ci sono altri grandi marchi che sfornano giochi nuovo in lassi di tempo relativamente lunghi se non abissali.

Nel primo caso ritroviamo sicuramente molti dei titoli odierni appartenenti al genere FPS.

Serie di spicco come Call of Duty o Battlefield sfornano un capitolo nuovo con cadenza annuale e sebbene il gameplay su cui si basano resti in sostanza quasi invariato, vi è un buon numero di feature innovative che permette di vendere anche più copie di quanto accaduto durante l’anno fiscale precedente.

Final Fantasy è invece un esempio concreto della moda opposta a quanto descritto finora.

Square Enix ha il tremendo vizio di annunciare in grande stile dei giochi che vedranno la luce sul mercato globale solo mesi o addirittura anni dopo: un lungo periodo di attesa può beneficiare in quanto incrementa le aspettative dei futuri giocatori ma se il titolo dovesse in seguito dimostrarsi inferiore a quanto previsto, il quantitativo di tempo investito in esso risulterebbe addirittura controproducente.

La domanda sorge quindi spontanea: come individuare il perfetto periodo di sviluppo per un videogame?

Nel caso di serie e brand già consolidati tramite l’uscita di capitoli precedenti la situazione è leggermente diversa: in teoria si dovrebbe fare affidamento sui punti di forza di tali prodotti e migliorarli ulteriormente per integrarli a nuove ed inedite dinamiche di gioco.

Questione ancora più semplice se si punta a produrre un titolo che non goda di particolare trama.

Generi come RPG ed adventure/action soffrono purtroppo di numerosi rallentamenti dovuti alla necessità di proporre una trama articolata ed in grado di appassionare per un considerevole numero di ore.

Ricordo di aver letto di un periodo di sviluppo atrocemente lungo per quanto riguarda The Legend of Zelda: Skyward Sword e per un titolo considerato (ma che non lo è affatto) minore come Solatorobo: Red the Hunter – in entrambi i casi si parla di giochi che hanno segnato il mercato videoludico con la loro uscita e largamente apprezzati da appassionati del genere di appartenenza.

Prendendo in considerazione questi ed altri dettagli ne consegue che determinare un unico periodo di sviluppo ideale per ogni tipologia di gioco è pressochè impossibile: come fare quindi per gestire al meglio il rapporto qualità/tempo?

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