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Sonic Generations: ecco la nostra opinione

Sebbene la mia età non mi consenta di classificarmi come videogiocatore di vecchia data, ho una particolare predilizione per quel supersonico riccio blu partorito da SEGA ormai quasi 11 anni fa.

Sonic è sempre stato uno dei personaggi più simpatici all’interno del mondo videoludico, accompagnando ore ed ore della mia infanzia già ai tempi del compianto MegaDrive: la decisione di rispolverare la saga con dei capitoli che fossero diretti rifacimenti ai primi episodi fu per me fonte di gioia immensa, al punto da sperare che tale politica fosse accolta in modo unanime e permettesse di produrre ulteriori sequel seguendo quelle direttive.

Il gameplay di Sonic Generations è esattamente ciò che ci si dovrebbe aspettare da un gioco della serie: il tutto ruota attorno al fattore velocità, l’elemento chiave che ha sempre differenziato le produzioni che coinvolgevano il riccio blu da altri capostipiti della passata generazione, Super Mario tanto per citarne uno.

Le ambientazioni risultano colorate, vivide ed esattamente fedeli a quelle tanto care ai fan dei primi capitoli.

Si viene catapultati nei panni di due possibili personaggi giocabili, ovvero le due facce dello stesso Sonic: la sua versione Classic e la rivisitazione in chiave moderna.

Anche la disposizione dei livelli è divisa secondo un certo criterio, privilegiando blocchi da 2-3 livelli per ogni area che andranno così a comporre i vari stage da poter intraprendere: proprio in merito a tali stage, personalmente ho apprezzato molto il riproporre la Green Hill Zone esattamente come la ricordavo.

Classic Era, Dreamcast Era, Modern Era: queste sono le tre sezioni in cui poter competere alla ricerca di anelli dorati, il classico ed intramontabile bonus di ogni gioco incentrato su Sonic che si rispetti.

Alcune scelte durante la realizzazione possono risultare particolari, e sono senz’altro inedite: tra queste l’implementazione di modelli 3D, evento mai accaduto durante il proseguimento della saga stessa, e la decisione di fornire il titolo di un doppiaggio italiano.

Vale quindi la pena di provare questo nuovo esponente della saga? A mio parere, ogni appassionato dovrebbe tuffarsi a capofitto nell’esperienza che questo gioco è in grado di offrire.

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