Skyrim: opinioni sul titolo, atto II




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Se nel precedente focus-on mi sono soffermato principalmente su aspetti come la personalizzazione del proprio personaggio e le radici su cui si basava il titolo stesso, come promesso stavolta cercheremo di setacciare a fondo le basi del gameplay di Skyrim.

Iniziamo cercando di introdurre ciò che viene mostrato al giocatore in ordine cronologico: la quest introduttiva serve principalmente a poter prendere confidenza coi vari comandi di base, ma anche con un qualcosa che personalmente ho sempre reputato piuttosto strano.

Si, perchè la combinazione RPG/visuale in prima persona è davvero insolita ma neanche tanto nel momento in cui ci si convince che quello che si comanda è una rappresentazione virtuale del proprio essere, più che un vero e proprio protagonista pre-confezionato.

Le migliorie apportate al sistema di gestione dei combattimenti sono apprezzabili, piene di dettagli geniali fra cui spicca l’affaticamento: il proprio personaggio, così come accade anche per i nemici, è soggetto ad un livello crescente di fatica così come anche al cosiddetto staggering, ovvero il momento di confusione indotto da un attacco appena subito.

Per quanto riguarda il comparto magico, trovo sensata la decisione di conferire una maggiore importanza all’uso degli incantesimi: in quanto tali non si dovrebbe poter abusare di essi ed un costo significativo in termini di spesa del valore mana evita di poter diventare una macchina lancia-magie sin dalle prime ore di gioco: nonostante ciò un mago dovrebbe essere in grado di gestirne l’utilizzo ed è qui che viene incontro al giocatore la novità rappresentata dal double-casting.

Come suggerisce il termine stesso, il double casting è una feature che permette ai novelli maghi di Skyrim di poter usufruire di un incantesimo per mano, rendendolo un elemento piuttosto interessante in quanto fondamentale nella risoluzione di scontri particolarmente ostici: questo, ovviamente, se si è in grado di calcolarne il giusto tempismo.

Da molti contestato, odiato da qualcuno ed apprezzato da altri è la rimozione del sistema di usura del proprio equipaggiamento, dettaglio che apparentemente avrebbe dovuto semplificare il gameplay di Skyrim rendendolo un gioco maggiormente casual e non adatto solo a giocatori di livello hardcore.

Tuttavia, non mi sento di condividere tale parere in quanto la possibilità di incontrare nemici di livello considerevolmente più alto del proprio permette comunque di effettuare scontri impossibili o al limite della difficoltà, permettendo ai propri livelli adrenalinici di fluire adeguatamente.

Direi che per il momento è possibile chiudere qui, se mi restano ulteriori argomenti da voler approfondire aspettatevi pure un futuro terzo atto.





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