Ni no Kuni: Wrath of the White Witch




VN:F [1.9.22_1171]
VOTA L'ARTICOLO
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Ni no Kuni

Difficilmente una sezione dedicata al PC-gaming vedrebbe sorgere un articolo su un titolo di questo genere.

Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea (questo il suo titolo ufficiale in Italia) è uno di quei giochi che si vedono poco spesso nel mercato occidentale, riedizione di un omonimo titolo già pubblicato nel corso del 2011 su Nintendo DS. Sequel di nulla, raccoglie l’eredità di molti: da una parte troviamo i ragazzi di Level-5, autori di già compianti e memorabili capolavori del passato tra cui Dragon Quest VIII, Rogue Galaxy e tuttora sulla cresta dell’onda grazie a progetti come i vari capitoli di Inazuma Eleven, Layton e via discorrendo. Le tematiche formente RPG di questo titolo unite ad un sapiente utilizzo di quel cell shading fascinoso e ricco di carisma vanno a creare un inaspettato connubio con la sceneggiatura tipica di chi coi film è abituato a far versare più di qualche lacrima ai suoi spettatori: Studio Ghibli (Totoro, Arrietty ed il più recente Dalla collina dei papaveri tra le tante opere) ed uno dei leader della cinematografia nipponica, il buon Miyazaki. Tutto questo, in quel piccolo e tondeggiante Blu-ray per quei fortunati possessori di PS3. Cerchiamo quindi di rendere giustizia al titolo tramite una leggera ed oggettiva analisi su più versanti.

Trama

Ni no Kuni gode di un incipit particolarmente godevole ed accattivante: nei panni di Oliver, ci si ritrova accompagnati da Famigli ed altre creature dopo la prematura scomparsa della figura materna. Proprio la madre è responsabile di avergli lasciato una bambola, che invece si rivela essere una creatura dotata di proprio volere di nome Lucciconio: viene proposto al ragazzino un viaggio in un mondo parallelo (per l’appunto, Ni no Kuni) alla fine del quale il genitore potrebbe tornare a vivere. Ed è solo un mero assaggio della trama.

Gameplay

Prendete le dinamiche open-world di Dragon Quest VIII, ed abbinate ad esso un sistema di riconoscimento dei nemici a sostituire il (per certi versi fastidioso) meccanismo degli incontri casuali. Ni no Kuni permette interazione diretta col mondo di gioco, offrendo un diramato battle-system che si basa sull’utilizzo dei Famigli, creature che è possibile reclutare nel proprio team e che richiederanno non solo attenzioni, ma anche un pizzico di devozione al fine di permettere loro una graduale evoluzione e seguente incremento di potere.

Di volta in volta verranno proposti al giocatore enigmi e battaglie più o meno ardue, in modo da variegare al massimo l’esperienza di gioco. L’uso del Wizard Companion si rivelerà inoltre essenziale: trattasi di un libro di incantesimi che svolge molteplici funzioni, dal semplice recorder ove trovare informazioni utili fino ad un vero e proprio agglomerato di info riguardo ciò che si è compiuto, e quel che c’è da fare. A questo proposito, è interessante notare che una versione cartacea del libro è stata inclusa nella limited del gioco così come accadde a suo tempo per la versione NDS. La longevità del titolo è estremamente elevata: volendo contare la storia principale ed eventuali subquests, non c’è da sorprendersi se Ni no Kuni sarà in grado di portarvi via oltre 100 ore nel tentativo di massimizzare il divertimento che scaturisce non solo dalle fasi di esplorazione, ma anche da quelle di allevamento ed allenamento dei propri Famigli.

Comparto tecnico

Probabilmente il punto in cui la versione PS3 sfoggia tutta la sua bellezza: cell shading applicato a regola d’arte ed accompagnato da un sonoro piacevole a prescindere dal numero di ore che questo gioco vi farà passare incollati davanti al televisore. Joe Hisaishi è a capo dei lavori in questo settore, e sicuramente più di qualcuno si ricorderà di lui dai bei tempi andati di Sen to Chihiro no kamikakushi, La città incantata. Aggiungere altro è superfluo, in quanto è possibile comprendere la magnificenza del risultato solo provando con mano.

In conclusione

Ni no Kuni è un acquisto obbligato per chiunque senta la mancanza di un RPG competitivo e ricco di elementi classici, ma innovativo.

Si tratta di un palese capolavoro ed i meriti sono sicuramente da attribuire ai mastri carpentieri di Level-5, ai quali ovviamente va la mia più profonda gratitudine per l’amore che ogni volta trapela dalle loro opere, con speranza di vederne di nuove  a breve.





Close
Clicca mi piace e leggi l'articolo!
Per leggere l'articolo basta un click...


Oppure clicca per seguirci su:


Tutte le notizie dal mondo Geek a portata di social