Sei in
Home > Gaming > Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia – la nostra recensione

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia – la nostra recensione

Lo scorso 19 maggio debuttava in esclusiva 3DS il tanto atteso -beh, da noi se non altro- Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia. Come si è rapportato con l’utenza rispetto ai suoi predecessori e cosa ci ha lasciato questa dicotomia tascabile?

Due regni, due approcci, due storie

Echoes narra le vicende parallele di Alm e Celica, due giovani portatori di un marchio che le genti della Valentia associano a rivoluzione, cambiamento e salvezza. Impariamo a conoscerli sin da piccoli nel breve prologo iniziale che, oltre ad introdurci ad una prima porzione del cast di personaggi, ha anche il compito di illustrarci le meccaniche di base.

È con l’avvento del primo atto che iniziamo a percepire quel dualismo che è tema portante di tutto il gioco: la Valentia è divisa in due regni, il Rigel e la Zofia che sono a loro volta governati da due divinità, Duma e Mila. Due guide dai modi di fare diametralmente opposti, da un lato abbiamo un signore della guerra che pone il potere al di sopra di ogni cosa e dall’altra una madre, forse troppo generosa, che ha finito col viziare troppo i propri figli. L’invasione da parte del Rigel e l’apparente disinteresse di Mila stanno portando alla rovina le terre della Zofia, motivo che spinge un piccolo gruppo di ribelli noti come i Liberatori a farsi giustizia da soli. Questo l’incipit che porta Alm ad unirsi alle loro fila e cercare una soluzione sul campo di battaglia, mentre una lontana Celica si mette in viaggio alla ricerca della dea e di un modo di risanare la situazione senza ricorrere alla violenza. Come vedete, della trama si potrebbe continuare a parlare per ore e questo non può che essere un bene: gli eventi scorrono che è un piacere, c’è qualche colpo di scena e ci si affeziona a tutti i compagni di avventura.

Il triangolo no, non l’avevo considerato…

Dal punto di vista del gameplay, è indubbiamente un caso curioso.

Fire Emblem Echoes è un remake diretto di Gaiden (un SRPG uscito oltre vent’anni fa) e nonostante tutto cerca di restare fedele alla maggior parte delle sue dinamiche di gioco. Viene abbandonata la formula del triangolo delle armi e rivisto il sistema delle classi, ora prive del bivio in fase di promozione ed impostate in modo da seguire un solo percorso fisso.

L’apprendimento delle abilità è per la maggiore legato alle armi che vengono equipaggiate e, qualora si desideri impiegarle in battaglia, sarà necessario sacrificare una porzione di punti salute. Stesso discorso per le magie, comprese quelle curative.

Si tratta di un sistema che non ci è risultato particolarmente proibitivo e che non mina assolutamente l’esperienza di gioco, anzi, diciamo pure che aggiunge un minimo velo di strategia al tutto: ci si rende presto conto che le abilità più importanti sono spesso passive o di cura, relegando quelle offensive ad un consono e più raro ruolo di finisher. Ci piace e non poco!

Valentia mia, portami via!

Altra grande novità di questo Fire Emblem sta nella possibilità di esplorare i dungeon con una visuale dinamica in terza persona. Lo scopo delle sessioni esplorative è spesso molteplice: raccogliere risorse utili per le battaglie future, spostarsi tra due luoghi laddove il sentiero principale risulti essere bloccato e, ultimo ma non meno importante, affrontare orde di nemici per potenziare la propria squadra. Sì, in Fire Emblem Echoes è concesso grindare la propria via al successo qualora le cose non vadano bene, o se alcuni dei personaggi attivi necessitano di una limata nelle statistiche. Qualcuno vi dirà che si tratta di una meccanica che snatura la serie di Fire Emblem e con essa non ha nulla a che spartire, dovete però tenere a mente che stiamo parlando di una scelta opzionale e mai sgradevole in quanto, almeno per quanto riguarda le mappe di storia, viene richiesto di schierare tutti i nostri alleati e inevitabilmente alcuni di loro finiscono con l’accumulare poca esperienza.

Per l’esplorazione degli ambienti privi di mostri si è invece deciso di optare per una schermata 2D punta e clicca tramite cui interagire con oggetti e persone. Queste rappresentano le occasioni in cui potrete accettare quest secondarie dagli abitanti della Valentia che, per il vostro aiuto, saranno ben felici di ricompensarvi con monete e chincaglieria. Accade di tanto in tanto che degli oggetti necessari per una sidequest nella route di Celica vengano offerti al gruppo di Alm e viceversa: in questi casi ci si rivolge ai mercanti che trasporteranno qualsiasi cosa vogliate tra le due fazioni, ma attenti, i loro servigi sono limitati!

Per un futuro nelle mani degli uomini

Fire Emblem Echoes è senza dubbi una delle migliore esperienze videoludiche su 3DS e, sebbene si presti ad essere goduto da un pubblico a tratti diverso da quello di Awakening e Fates, è davvero difficile trovargli dei difetti. Come già accennato in precedenza, il dualismo alla base del gioco è proprio ciò che contribuisce a donargli un fascino particolare: una storia godibile e sostenuta da due grandi fuochi protagonisti che si alternano di continuo, che si cercano. Grazie ad essi il giocatore è inoltre spronato a trovare il tempo, nonché la voglia, di approfondire la conoscenza di tutti i personaggi secondari senza il bisogno di centinaia di supporti. Difficoltà e strategia, presenti ma ora non predominanti, lasciano spazio ad emozione e narrativa.

Verdetto finale: promosso a pieni voti!

Top