Fire Emblem Awakening, commenti a freddo




VN:F [1.9.22_1171]
VOTA L'ARTICOLO
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

FE Awakening

Dopo essere tornato a farmi vedere di  fronte ad un Gamestop (rarissimo, non succedeva da mesi) ed aver arraffato l’artbook di cui erano disponibili ben quattro copie per Pavia e provincia, eccoci al momento di analisi di Fire Emblem Awakening, evitando spoiler.

Premessa: la recensione, per così dire, seguirà un commento unificato che si snoda su alcuni punti in un bivio.

Fire Emblem Awakening, o Fire Emblem 3DS, o Fire Emblem 13 per i puristi. Questo capitolo assume connotazioni decisamente diverse da quanto visto in passato e sebbene il succo della questione sia sempre un titolo SRPG, i cambiamenti si notano già da subito. Un design grafico rinnovato che punta molto sul fattore estetico (diciamolo a priori, 3/4 del cast di personaggi sono gioia per gli occhi) e che i fan di vecchia data forse non vedono particolarmente bene. Viene introdotto – o meglio, ripreso da meccaniche del passato, un sistema che ci permette di regolare i rapporti tra i vari personaggi approfondendone il legame, dando vita persino a dei matrimoni.

Matrimoni, che giocano anche un ruolo chiave nel gameplay stesso del gioco. I personaggi sposati potranno garantirvi un nascituro, che avrà statistiche ed abilità direttamente collegate a quelle che contraddistinguono i suoi genitori. Potete sbizzarrirvi un po’ come vi pare in questo frangente, visto che viene a mancare quella rigidità strategica che nei precedenti Fire Emblem era fondamentale.

Ci immergiamo quindi nel cuore del sistema di gioco: FE Awakening non propone apparenti vie di mezzo, o meglio, molto dipende anche dallo stesso giocatore e quelle che sono le sue scelte nel corso dell’avventura. Vengono proposte diverse modalità di gioco, che spaziano dal Normal Mode (decisamente troppo semplice ed ancor più per un veterano) ad un Hard Mode che è la modalità più equa e divertente da giocare, arrivando infine ad un Lunatic Mode di cui parlerò in seguito. Possiamo inoltre scegliere se attivare o meno la funzione Classic, che rende permanente la morte dei personaggi caduti in battaglia, una feature storica in questa serie. Personalmente consiglio di tenere attivo il cosiddetto permadeath, capirete ben presto che l’introduzione di un particolare oggetto nel gioco ha reso Awakening molto meno adrenalinico di quanto si possa pensare. Troviamo per la prima volta il concetto di grinding, ovvero quella possibilità che è fornita al giocatore deciso a livellare i propri personaggi. Ma come? L’utilizzo di DLC maps unito alla presenza degli appositi oggetti per il respawn di nemici ci fornisce un illimitato quantitativo di esperienza, cosa insolita in Fire Emblem. Se a questo aggiungiamo la presenza del Second Seal, è possibile ottenere truppe ultrapotenziate che passeggiano tranquillamente per la mappa ed invulnerabili o quasi a qualsiasi tipo di attacco nemico. Insomma, un procedimento che potrebbe distruggere il livello di sfida finale.

Beh, l’esperienza Hard/Classic senza soffermarsi a grindare se non in situazioni disperate permette di godere appieno del gioco.

Totalmente diverso il discorso che riguarda il Lunatic Mode. Una modalità davvero sadica e per certi versi erronea. Non si tratta di un livello di difficoltà extra: in questo caso assistiamo ad uno scenario ben diverso, dove vi ritroverete ad abusare di una o due delle truppe in squadra mentre ai restanti personaggi viene preclusa ogni possibilità di rendersi utili. Superato lo scoglio di Prologo + quel quartetto di capitoli iniziali, arriva una parte anche peggiore. Il Lunatic Mode è ideato per essere tedioso al punto da non poterlo completare, a meno che non si disponga di particolari mappe DLC pensate appositamente per grindare esperienza e denaro.

Se non erro, le due mappe in questione (EXPonential Growth e The Golden Gaffe) arriveranno in futuro a pagamento.

Lamentarsi o meno, quello lo decide il giocatore. C’è da dire che nessuno costringe a giocare in Lunatic e sicuramente non avete visto il peggio, visto che ultimata quella modalità (con la pazienza di livellare nelle mappe extra) si ottiene accesso al mirabolante Lunatic +.

Sulla storia non voglio soffermarmi, giusto un incipit: siete nei panni della MU, Main Unit, che è del tutto personalizzabile durante le fasi iniziali della propria avventura. Ci si ritrova coinvolti in un incontro con Chrom, giovane dall’insospettabile legame con la nobiltà, ed i suoi accompagnatori di turno, Lissa e Frederick. Come si finisce ad essere eletti stratega del regno, e quali minacce dovrete quindi affrontare, preferisco non anticiparlo qui. Come dicevo prima, comparto grafico godibilissimo: sonoro non da meno e la possibilità di dual audio mi ha messo il cuore in pace, essendoci una sfilza di bravissimi doppiatori giapponesi che mi erano già noti per altri ruoli.

In definitiva: un titolo che può essere visto sotto molteplici aspetti.

Se dovessi considerarlo parte integrante della serie, Fire Emblem Awakening arriverebbe forse ad un 7/10. Gameplay decisamente buono ma col tempo tende ad assumere carattere monotematico e finisce per non offrire la giusta sfida che ci si aspetterebbe, oppure crudele e pericoloso (per i nervi, e quindi per la salute in generale) se affrontato in modo erroneo in Lunatic. Come gioco individuale, il mio voto è di 8.5/10. Ottimo titolo, character design che mi intriga molto sebbene con FE abbia poco a che spartire e la possibilità di costruire i personaggi secondo i propri standard permette forse di affezionarsi a loro con estrema semplicità. Quindi, non fateli morire.

 





Close
Clicca mi piace e leggi l'articolo!
Per leggere l'articolo basta un click...


Oppure clicca per seguirci su:


Tutte le notizie dal mondo Geek a portata di social