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Closure: provato, la nostra esperienza

Quante volte siamo finiti a parlare di indie games, e quante volte è stato fatto in positivo?

C’è poco da fare, la scena del mercato videoludico di nicchia è una delle più prolifiche se il vostro obiettivo è dover rintracciare giochi di carattere decisamente non standard, atipici e per certi versi molto inquietanti. Closure è uno di quei titoli che rientra in tale categoria, proponendo un’idea vincente che per certi versi ricorda qualcosa di visto in Limbo, o titoli di medesimo stampo. Il buio è quasi vostro compagno, consigliere ed elemento onnipresente su cui si basa la natura del videogame. Come la maggior parte dei titoli indie, anche Closure proviene da un periodo di testing su console grazie ai loro servizi di sharing digitale, per poi godere di una forma di pubblicazione su PC in seguito a discreto successo riscontrato dal pubblico con pad alle mani. Quali sono le sue premesse, e cosa ci potrebbe offrire?

Saremo spiccioli. 24 livelli per ogni mondo di gioco, 3 mondi, una manciata di livelli extra.

La manipolazione delle fonti di luce nel livello corrente è la primaria forma di sopravvivenza in Closure. Le zone buie non sono mai luogo sicuro, e sfortunatamente ogni stage ne è colmo. Se per sfortuna il giocatore incontrasse sulla sua strada un punto morto finirebbe per cadere, azione che porterebbe in automatico al game over catapultandoci all’inizio del punto corrente. Elemento particolare è proprio l’azione/reazione derivata dalla capacità di illuminare gli ambienti.

Sembra una spiegazione infima, ma è proprio così.

Le piattaforme solide sono ovviamente già preimpostate, ma finché non vengono illuminate non è possibile usufruirne e ciò rende Closure un puzzle-game per certi versi sadico, a tratti complesso e degno di spremere le meningi di quei giocatori che incuriositi dal gameplay, decidono di concedergli una chance. Proprio come nel recente Escape Plan, il compito finale è quello di attraversare la porta (solitamente dall’altro lato del livello) che conduce allo stage successivo. Credo che il gioco meriti davvero un secondo approfondimento, che andrà a trattare dinamiche quali il suo livello di difficoltà apparente e reale oltre che a fornire i requisiti di sistema richiesti ed alcuni consigli vari.

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