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La pessima distribuzione Android al Novembre 2014

androidRischiando il linciaggio, lancio la mia personalissima critica sulla distribuzione Android, che a Novembre 2014 è ancora in una situazione “agghiacciante”.

Dati alla mano, possiamo notare come KitKat si consolida al secondo posto con il 30.2% di share, mentre resta ben saldo in prima posizione Jelly Bean con il 50.3% di share. Il terzo posto è occupato saldamente da Gingerbread, con il 9.8% mentre Ice Cream Sandwich si ferma sull’8.5%.

(Qualcuno di voi non ha notato che è stato “saltato” il rapporto sulla distribuzione di Ottobre 2014?)

Con Lollipop alle porte, cosa ci si deve aspettare dai vari produttori che hanno sommerso il mercato di dispositivi variant, con doppia sim, “mini”, “grand” o con tutte le lettere dell’alfabeto? Semplice: come al solito non aspettatevi aggiornamenti.

I vari Samsung, Sony, HTC e LG hanno ed avranno ancora una scusa per vendere l’ennesimo top gamma del 201x con l’ultimo update. Con risultati che a volte non vanno oltre le più rosee aspettative: Sony ad esempio non ha fatto un buon risultato nell’utimo trimestre.

Quindi inondare il mercato con gli avanzi che si hanno in fabbrica non è una buona soluzione ed a farne le spese è Android in primis, seguito (quasi sempre) dal marchio del produttore.

Limitarsi a produrre 3 o 4 dispositivi all’anno, sembra tanto difficile?

Proporre un top di gamma ed uno “compatto”, più uno di fascia media ed uno di fascia bassa, tanto per fare un esempio. Motorola, che si sta rialzando dalle sue ceneri con pochi prodotti, sta facendo un bel lavoro proponendo smartphone interessanti. Non contenta, la nuova “Lenovo company” ha anche annunciato che i dispositivi del 2013 saranno aggiornati a Lollipop (sperando che continuino così anche il prossimo anno).

La frammentazione attuale non è tutta colpa dei produttori, ma anche di Google che a mio avviso sbaglia su due punti:

  • comunicazione – qualche pubblicità sui Nexus in più non farebbe male; si dovrebbe aggiungere un ulteriore grafico che mette in evidenzia la distribuzione sui dispositivi Nexus e sui dispositivi degli altri produttori;
  • serrare le fila – i 18 mesi  di aggiornamenti garantiti non bastano e vanno aggiunte ulteriori clausole, ad esempio: aggiornamento garantito alla prossima distribuzione Android; limitare i dispositivi immessi nel mercato dai produttori con Android a bordo, magari uno per ogni fascia (un pò malsana come idea, no?).

Insomma, è tempo di “rinfrescare” l’ecosistema e non solo la sua interfaccia.

via

La pessima distribuzione Android al Novembre 2014, 5.0 out of 5 based on 2 ratings
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