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MiKandi: l’hard su android un anno dopo

È passato un anno dall’annuncio in pompa magna per MiKandi, lo store nello store dedicato alle app per adulti. Nei primi mesi MiKandi è stato seriamente criticato, non tanto per il tipo di contenuti veicolati (quelli hanno suscitato più che altro curiosità) quanto per la loro qualità. In pratica i contenuti a pagamento erano inesistenti mentre quelli gratuiti erano immagini e video di bassa qualità usati come scusa per veicolare banner.

Recentemente è stata lanciata una nuova versione che supporta le app a pagamento e introduce per esse una moneta virtuale. Il meccanismo è del tutto simile a quello delle schede prepagate per il cellulare: si acquista un certo quantitativo di moneta virtuale e la si spende nello store MiKandi.

Ma è cambiato davvero qualcosa?
Si e no. La qualità media sembra decisamente più alta e ci sono dei minigame che sembrano avere un discreto successo ma quando si parla di contenuti di alta qualità a pagamento le cose si fanno difficili.
Ho avuto la sorpresa di trovare ben due app targate Private (“il” gigante europeo del porno) così, dal momento che erano gratuite, ne ho installata una. Di fatto sembra trattarsi solo di una scorciatoia per aprire uno dei loro siti di video on demand con il browser.
Ora si tratta di capire cosa si vuole: certamente mettere un piede in MiKandi può aiutare a creare un mercato sul proprio sito e il fatto di arrivare primi dà ovviamente un certo vantaggio ma è chiaro che l’applicazione è praticamente priva di contenuto. Insomma non c’è nessuna applicazione: c’è un sito web che sembra funzionare egregiamente sulla piattaforma android, ben visualizzato, con le preview che si aprono senza problemi. Anche se l’articolo sarebbe stato più completo ho evitato di sborsare l’ammontare per un abbonamento mensile ad un sito che, apparentemente, non ha affatto abbandonato la follia del DRM. A ognuno le sue valutazioni ma indipendentemente dalla qualità del contenuti non mi sento di promuovere chi fa uso di DRM.

Facendo un bilancio MiKandi non è certamente ancora all’altezza della situazione. Lo shop ormai è dotato di tutte, o perlomeno della maggior parte, delle caratteristiche di cui c’è bisogno ma ci sono ancora diversi problemi. Anzitutto ho trovato che il browsing delle app è ancora farraginoso, con categorie a mio parere poco chiare. Il problema più grosso sono i contenuti: se è vero che c’è chi è diventato ricco con app che simulano lo sparo di una pistola è altrettanto vero che in MiKandi si trova poco più dell’equivalente di questi “giochini stupidi”. Forse alla fine è questo il tipo di “intrattenimento per adulti” che la gente va cercando sul proprio cellulare ma in qualche modo mi permetto di dubitarne.

Se il futuro prevede siti ottimamente funzionanti anche sui dispositivi mobili e app-shortcut allora ho il sospetto che MiKandi non diventerà mai una piattaforma di successo, perlomeno non con i volumi enormi tipici del porno.

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