Nomofobia e truffe di nuova generazione




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nomofobiaTra le nuove paure degli ultimi anni è in continuo aumento la nomofobia, timore di perdere il proprio telefonino e in generale i contatti con la linea mobile. Può sembrare assurdo, e molte fobie lo sono difatti, ma sempre più informazioni che riguardano la vita privata e quella lavorativa sono custodite nei nostri preziosissimi smartphone, validi supporti nella gestione della quotidianità.

Se appartenete alla lunga schiera di internauti che ha da tempo riposto l’agenda e il “caro diario” fareste meglio a munirvi di alcune utili applicazioni come Find my iPhone (per iOs) o Where’s my droid (per Android). Il sistema di geo localizzazione indicherà alle forze dell’ordine la posizione del vostro dispositivo quando sarà in funzione. Non aspettiamoci però una mobilitazione di massa, non tutti siamo famosi giornalisti newyorkesi. Il riferimento è a David Pogue, e ad una vera e propria “caccia allo smarthphone”, tra followers di Twitter e polizia, per il ritrovamento del prezioso iPhone.

 

Certo quello del furto è solo uno dei rischi che corriamo riponendo in unico strumento tutte le informazioni importanti che ci riguardano. In continua crescita il fenomeno del phishing, già difficile da tenere sotto controllo da portatili e desktop. Le statistiche parlano chiaro in merito e molte delle truffe di cui siamo vittime, e che comportano la perdita di dati o ingenti somme di denaro, sono causate dalla poca attenzione con la quale compiamo azioni importanti sul web, come effettuare bonifici bancari o acquistare beni di consumo.

Anche dalle App gratuite, che sempre più spesso scarichiamo, utilizziamo per pochi istanti, e poi dimentichiamo di avere, possono arrivare spiacevoli sorprese. Innumerevoli ormai le proteste, anche per vie legali, di utenti inavvertitamente abbonatisi a servizi a pagamento non richiesti. Solo di recente le autorità competenti hanno condannato comportamenti scorretti, in questo senso, da parte di aziende famose come Neomobile, Tekka Lab e Noatel.

L’ultimo allarme poi proviene dal settore della criminalità organizzata. Il caso più eclatante e curioso di tutto il 2012 è probabilmente quello dei due cinesi che utilizzavano un’applicazione per truffare le slot-machine. L`ultimo colpo in un bar tabacchi di Alba, i cui proprietari si erano insospettiti ad una vincita del valore di 500 euro da parte della coppia che non aveva tradito il minimo entusiasmo. La polizia, avvisata prontamente, ha poi rintracciato sullo smarthphone dei due un’applicazione in grado di interferire con la slot-machine permettendo una vincita sicura: nella loro camera d’albergo sono stati ritrovati, in contanti, ben 8.000 euro.

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